Wu-Tang Clan - Iron Flag

(Loud Records, 2001)

Pur non essendo un album del tutto malvagio, “The W” ha deluso e non poco i fan più legati al Wu-Tang Clan. Dei ragazzi con il loro potenziale potevano fare molto, molto di più. Così l’anno seguente alla riunione di “The W”, ecco “Iron Flag” che segna la rinascita della dinastia Wu con un nuovo capitolo. Purtroppo anche in questo disco, Ol’ Dirty Bastard non prenderà parte alle registrazioni, essendo rinchiuso in prigione..

RZA stavolta decide di lasciare qualcosa anche ai produttori esterni o affiliati, così vediamo Mathematics e Trumaster, Nick “Fury” Loftin, e Poke & Tone (aka i Trackmasters) tutti con un brano a testa. In questo disco inoltre, ci sarà la scomparsa di Cappadonna (che obiettivamente in “The W” aveva fatto schifo..), il ritorno del buon Streetlife, e l’ingresso di un nuovo gruppo: i Two On Da Road (Prodigal Sunn + 12 O’Clock), introdotti in “Chrome Wheels”.

“Iron Flag” suona come una versione modernizzata delle vecchie atmosfere Wu, infatti compaiono nuovi suoni, sintetizzatori potenti e addirittura gli scratch! C’è da dire che con l’avvento del primo singolo, “Uzi (Pinky Ring)” in molti avevano storto il naso.. la base era totalmente fuori dagli schemi, piena di cuts e campioni tagliati; tuttavia ci si fa abitudine e il disco suona molto piacevole. Ci sono canzoni fantastiche come “In The Hood” [RZA], una vera apocalisse sonora firmata RZA, che scaraventa sul beat qualsiasi suono si possa ascoltare in un quartiere americano al mattino; “Y’All Been Warned” [True Master] probabilmente il pezzo migliore del disco, pure power; “Rules” [Mathematics] singolone pazzesco e molto ben costruito; e la potentissima “Radioactive (Four Assassins)”, creditata a RZA, ma probabilmente (secondo quanto dichiarato spesso) prodotta addirittura da Masta Killa! L’Abate tuttavia è in formissima e fa il suo sporco lavoro, dimostrando di sapersi reinventare in questo disco. Nota di merito anche per Nick Loftin e la sua “One Of These Days”, e per gli ospiti Flavor Flav e Ron Isley (degli Isley Bros ovviamente). Per quanto riguarda i Generali, a splendere su “Iron Flag” è sicuramente Ghostface con Deck e gli altri subito dietro. GZA un pò in ombra, mentre Meth e Masta Killa splendono nelle loro performance.

Dunque tiriamo le somme. I fasti di “Enter” e “Forever (disco 1)” sono ben lontani e lo so io, come lo sa RZA. Ma comunque “Iron Flag” non deluderà né i fan più invasati del gruppo di Staten Island, né tantomeno gli amanti di questa musica, di questo son sicuro. E’ un piccolo ma significativo passo avanti rispetto a “The W”, una base solida su cui piazzare altri dischi nel nuovo millennio nell’attesa di una nuova riunione degli mc più potenti in giro (purtroppo senza Ason Unique, riposa in pace Dirty).

voto: 8+/10

1. In The Hood
2. Rules
3. Chrome Wheels
4. Soul Power (Black Jungle) (feat. Flavor Flav)
5. Uzi (Pinky Ring)
6. One Of These Days
7. Ya’ll Been Warned
8. Babies
9. Radioactive (Four Assassins)
10. Back In The Game (feat. Ron Isley)
11. Iron Flag
12. Dashing (Reasons)
13. The W (International Bonus Track)

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