Wu-Tang Clan - 8 Diagrams
(Loud Records/SRC, 2007)

Quello che sto per recensire è senza ombra di dubbio il disco più discusso del 2007. Tuttavia vorrei evitare di far rientrare in questa recensione i problemi di coesione del Wu, per concentrarci unicamente sui pregi ed i difetti di questo disco, come abbiam sempre fatto.
Sono passati circa sei anni da “Iron Flag”, sei anni in cui qualcuno ha continuati i suoi ottimi progetti (Ghostface, GZA, Raekwon), qualcuno ha intrapreso con ottimi risultati la carriera solista (Masta Killa), qualcuno è musicalmente rinato (Meth, Deck), qualcun altro è diventato una superstar dello showbiz (RZA), qualcuno è invece totalmente scomparso dall’ombra della grande W (U-God). In ogni caso, bisognava riunire tutti sotto la Bandiera, almeno un’altra volta. E dopo il tour Europeo, il Rock The Bells, e quant’altro, eccoci di fronte a “8 Diagrams”, il quinto (e forse ultimo) disco della mega-crew di Staten Island.
Il disco è un affare di famiglia stavolta, nessun ospite esterno, soltanto i quasi-Generali Streetlife e Cappadonna. C’è poi qualche vocalist per i ritornelli e due superstar del calibro di Erykah Badu e George Clinton!
Con queste premesse possiamo analizzare il disco che, lo dico subito, è un ottimo prodotto. Personalmente al primo ascolto ero alquanto frastornato, ma come lo stesso GZA ha detto, bisogna concedere del tempo a questo “8 Diagrams”; una volta assimilato risulta un disco godibilissimo. RZA alle macchine è ispirato quasi sempre e così lo è anche Eazy Mo Bee nel suo unico gettone (“Take It Back”). Molto anonimo invece Mathematics, che produce con RZA “Stick Me For My Riches”. Guardando al capitolo mc invece, troviamo Method Man e Inspectah Deck a splendere su tutti, rilasciando strofe memorabili ad ogni apparizione in questo disco. Sorprendente U-God, molto bene Masta Killa, Ghostface e RZA. Altalenanti invece Raekwon e GZA (che però firma una delle strofe migliori del disco in “Stick Me”).
Ma come suona questo “8 Diagrams”? Scordatevi le atmosfere cupe di “36 Chambers”, sia chiaro. RZA vuole sperimentare nuovi sentieri, e lo fa da Dio. Il disco infatti prende direzioni molto diverse.. si va dal melodico (“The Heart Gently Weeps”), alla violenza pura (“Unpredictable”), al classico “grimey” (“Weak Spot”), il tutto condito dai soliti amatissimi campioni di kung-fu, ripresi dal film quasi omonimo “The Eight Diagram Pole Fighter”. Splendida l’apertura del disco con il maestro che cerca di infondere i buoni principi ai suoi allievi, preludio alla prima travolgente strofa di Meth che comincia il viaggio (“Campfire”)! La prima metà del disco è travolgente.. l’unica canzone un po’ sottotono è “Get Em Out Ya Way Pa”, che pure è accompagnata da un basso molto potente, e che vede il R.A.G.U. a fare il ritornello. Citazione obbligatoria per “Rushing Elephants”, una sorta di “Gravel Pit” del 2007, con alcune strofe memorabili (RZA: “The 18th letter, followed by the mark of Zorro / Plus A, not for apple, but I pack an apple”); da non dimenticare la cattivissima “Unpredictable” con Deck che riprende la sua strofa di “Get Ya Weight Up” (da “The Resident Patient” del 2006) adattandola al potentissimo beat fornito dall’Abate. Inoltre ricordo l’ormai nota “The Heart Gently Weeps”, cover di un pezzo dei Beatles, che vede John Frusciante e Dhani Harrison (figlio di George) ad aiutare RZA per la bella base. Dopo la travolgente “Wolves” il disco scende di tono, e tralasciando la traccia solista di RZA (“Sunlight”), bisogna attendere “Windmill” e “Weak Spot” per rialzare, e di tanto, il livello.
A questo punto è necessaria una parentesi per la canzone che chiude il disco, lo struggente tributo del Clan ad Ol’ Dirty Bastard, forse il membro più amato dai fan. La base scorre tristissima, mentre tutti i Generali (escluso Ghost, per cause non meglio specificate), esprimono il loro amore verso Ason Unique, intervallati dal canto (campionato) di Freda Payne. Difficile scegliere la migliore strofa qui.. sono tutte di un livello immenso. Forse quelle di GZA e Deck sono le più chiare per esprimere il dolore che provò il collettivo di Shaolin in quel momento:
GZA: I became weak when I heard, that his body expired
It was hard for me to believe my brother retired
Suddenly the clock stopped and the room started spinning
How can he walk off the field during the first inning?
I cried like a baby on the way to his place of death
Hate not being there, the minutes before he left
Now I’m in the booth, ten feet from where he lay dead
I think about him on this song and what he might’ve said
Deck: I popped a bottle on your born day, God
Tried hard not to cry, I still can’t hide the scar
And I still ask, why to God, analyzing your form
As I stood there beside your mom
And I share the blame, cuz you was calling for help, kid
Should’ve, would’ve, could’ve, had the time, I was selfish
I carry on your struggle, each day it really hurts me
I really miss you Russell, hope you forgive me Dirty
Hands down. Così si conclude “8 Diagrams”, o almeno la versione americana del disco.. quella europea ha infatti anche 2 bonus track, fra cui “16th Chamber”, uno “scarto” del primo disco del Wu-Tang Clan. In sostanza quest’album mi è piaciuto non poco, ma posso capire anche dei pareri discordanti.. Suggerisco comunque di ascoltarlo senza pregiudizi, e senza aspettarsi un “36 Chambers Pt. II” perché quello non arriverà mai. Ascoltatelo 2-3 volte, e scommetto che riuscirete ad apprezzare l’ultimo (ma speriamo di no) lavoro del Clan.
Voto: 8,5/10
01. Campfire
02. Take It Back
03. Get Them Out Ya Way Pa
04. Rushing Elephants
05. Unpredictable (ft. Dexter Wiggle)
06. The Heart Gently Weeps (ft. Erykah Badu)
07. Wolves (ft. George Clinton)
08. Gun Will Go (ft. Sunny Valentine)
09. Sunlight
10. Stick Me For My Riches
11. Starter (ft. Sunny Valentine)
12. Windmill
13. Weak Spot
14. Life Changes
15. Tar Pit*
16. 16th Chamber (ODB Special)*
SilentKiller