Masta Ace - Sittin’ On Chrome

(Delicious Vinyl, 1995)

Sittin On Chrome

Masta Ace è sempre stato un grandissimo rapper, dotato di grande tecnica e flow notevole. Come detto nella recensione di “Slaughtahouse”, Ace oltre al rimare, si divertiva molto anche dietro le macchine, producendo infatti 4 tracce per il suo ultimo album, datato ’93. Per attendere un nuovo album del signor Clear, dovremo attendere ben 3 anni, il 1996, un periodo in cui la scena è devastata dalle continue faide East vs. West. E’ proprio in quest’anno che vede a luce “Sittin’ On Chrome”, il terzo lavoro di Masta Ace, che anche questa volta si firma come Masta Ace Inc. In quasi tutto il cd è infatti accompagnato dai suoi soci Lord Digga, Paula Perry e Leschea, che fanno anche in quest’album un ottimissimo lavoro. Parlavamo della vena da produttore di Ace (Ase One il suo alias), ebbene in questo disco produrrà ben 10 tracce su 16, ed il risultato è ben oltre le aspettative. I beat di Ace sono degni dei migliori produttori del tempo, e insieme alle altre basi del fido Uneek, dei Bluez Brothas e dell’ottimo Louie Vega, creano un’atmosfera molto particolare.
Si parlava infatti dei dissapori fra la costa occidentale e quella orientale, e proprio in questo clima tesissimo, Ace fa un mezzo miracolo. Già in “Slaughtahouse” erano emerse le sue passioni per i suoni e i contenuti tipicamente occidentali del tempo. Sotto il profilo delle produzioni infatti “Sittin’ On Chrome” unisce spesso elementi già ascoltati anche in “Slaughtahouse”, confezionando un suono grasso, dotato di una freschezza più unica che rara. Le basi sono splendide, e rappresentano il punto di forza dell’album, l’anello debole stavolta sono i contenuti delle liriche. Ace è ancora bloccato nei temi di “Slaughtahouse”, e la cosa suona abbastanza ripetitiva (badate bene, se dico “anello debole” intendo sicuramente superiore a molti mc in circolazione..), ma è raro trovare un mc dalla carriera perfetta. Anche se, e mi ripeto, “Sittin’ On Chrome” è comunque un album ottimo.
Dopo l’introduzione con Ace a parlare su base dei Bluez Brothas, ecco la prima perla del disco: il singolone “The I.N.C. Ride”. Louie Vega è abilissimo nell’usare il campione degli Isley Brothers, “For The Love Of You”, nonché il campione di Leon Haywood, entrambi strausatissimi (per il primo, pensiamo a Nas con la sua recente “Good Morning”, tanto per dirne una; per il secondo a Dre in “Nuthin But A G Thang”). La base suona splendidamente, ed Ace sfodera una superba prestazione, esaltando la sua nuova crew (la terza, dopo la Juice e i Crooklyn Dodgers…), e prosegue citando anche i suoi vecchi compagni alla Cold Chillin’, Biz Marzie e Big Daddy Kane. Tutto molto bello, accompagnato inoltre da un ottimo video. Dopo “Eastbound” e “What’s Goin’ On?!” ecco “The B-Side”. The Brooklyn-Side, con tuttala Inc., su ottima produzione di Ase One, che riprende ancora una volta gli Isley Brothers confezionando una base quasi in stile G-Funk! Lord Digga e Paula Perry riprendono versi di Ace da “The I.N.C. Ride” e confezionano un’ottima canzone. Alla numero 5 c’è un altro pezzone assurdo. È la title-track, “Sittin’ On Chrome”. La base è ancora di Ase One, che stavolta si supera, tirando fuori una vera e propria mina. Linea di basso potentissima, e ottimo rullante, per una delle basi più “scure” del disco. Ace cavalca la sua creatura con maestria, e con il solito stile che lo si ama o lo si odia (e non so voi, ma a me fa impazzire..). Anche per questa, Ace gira un video, in versione XXX, divertentissimo da vedere anche perché la canzone ha in effetti riferimenti abbastanza espliciti..

Lap dance, lap dance, lap dance… baby look, I got trouble in my pants!

Dopo questo splendore, seguono la bella “People In My Hood”, e la calmissima “Turn It Up” a calmarci i bollori. La prima rappresenta l’unico gettone di presenza di Uneek, che tira fuori una bella base. “Turn It Up” invece è un assolo di Leschea, che canta divinamente su ottima base del bravissimo Ace. Segue la bellissima “U Can’t Find Me”, dove ancora Ace tira fuori una base splendida… davvero in forma il ragazzo dietro le macchine. Dopo “Ain’t No Game”, ecco un altro gioiellino: “Freestyle?”. Ace vuole dare un saggio della sua potenza lirica, e tira fuori un paio di strofoni su base dei Bluez Brothas. Alla numero 12 leggi “Terror” e ti aspetti un’altra mazzata. E invece no. Ace tira fuori un’altra base stupenda, che suona dolcissima. Al tutto aggiungete Leschea che impreziosisce il tutto, e le belle liriche di Ace, ed avete un’altra ottima canzone. Dopo “Da Answer” e “4 Da Mind” col featuring dei Cella Dwellas, ecco l’ultima perla del disco: “Born To Roll”. Trattasi della splendida “Jeep Ass Niguh”, presente in “Slaughtahouse”, con base però grezzissima, partorita dalle sapienti mani del nostro Ase One. Le sonorità ricordano molto la title-track di questo disco, ma l’effetto è devastante. Altra gemma, altro video. Spettacolare anche questo, in pienissimo stile “westside”, con macchinoni e donne da urlo… molto ben fatto. Il disco termina con “The Phat Kid Ride”, ovvero il remix di “The I.N.C. Ride”, ad opera ancora una volta di Louie Vega. La base è ottima, ed anche il nuovo ritornello con Leschea ed Ace a duettare:

[Leschea] who is the crew comin thru with the A-C-E?
[Ace] the I.N.C.

E cose del genere. Meglio l’originale in ogni caso, almeno secondo me. Con queste dolci note, termina dunque “Sittin’ On Chrome”, che dire? Le produzioni, come analizzato, sono da oscar. Il flow di Ace e compagni è come sempre su altissimi livelli. Se davvero dobbiamo trovare una pecca, sta sicuramente nei contenuti. Come detto nella precedente recensione, questo è il canto del cigno del primo Ace, che non ha nulla a che vedere con il Music Man che fu nei primi anni 90. Qui analizziamo un rapper che si è reinterpretato magistralmente con “Slaughtahouse”, e successivamente con “Disposable Arts”. Un uomo capace di cambiare spesso, e di saperci fare in molti campi e qui lo ha dimostrato appieno creando suoni davvero spettacolari.

VOTO: 8/10

01. Intro
02. The INC Ride
03. Eastbound
04. What’s Going On?!
05. The B-Side
06. Sittin’ On Chrome
07. People In My Hood
08. Turn It Up
09. U Can’t Find Me
10. Ain’t No Game
11. Freestyle?
12. Terror
13. Da Answer
14. 4 Da Mind (ft. Cella Dwellas)
15. Born To Roll
16. The Phat Kat Ride

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