Killarmy - Fear, Love & War

(Loud, 2001)

Fear Love & War cover

La guerra incombe. I soldati sono già pronti all’attacco. E’ il 2001 l’anno della distruzione delle Torri Gemelle, stesso anno dell’uscita di “Fear, Love & War”, terzo album del Killarmy della Wu-Fam. Caso incredibile: esce pochi giorni dopo l’attentato e, vuoi per la mancata attenzione da parte dei media verso il campo musicale, vuoi per la Lourd Recods agonizzante (da lì a poco sarebbe stata assorbita dalla Columbia), il disco non riceve l’attenzione adeguata. Da ricordare anche l’uscita di “Iron Flag”, quarto disco del colosso Wu-Tang Clan che ripropose il Clan imperiale nello stesso periodo dei poveri K.A. Un vero peccato, perchè ascoltandolo si sente la vera anima del rap militante, con uno scopo ben preciso: denunciare la situazione sociale politica americana senza troppi peli sulla lingua.

L’essenza del militante si percepisce in tutte le sfaccettature dell’album: comincio col parlare delle eccellenti basi di 4th Disciple, beatmaker di casa Wu affermatissimo ed autore di canzoni quali “A Better Tomorrow” o “Impossible” (entrambe contenute in “Wu-Tang Forever”). La strumentazione, la scelta dei campioni, i motivetti, tutto si ricollega al concetto della guerra e del conflitto. Ottimo esempio del nostro Discepolo impegnato è “Sweatshop”, con una bella base scarna e chiara. Nessun suono messo lì a caso, zero fronzoli, questo è hip-hop? Col c****. Questa è guerra (citando il nostro Esa). 4th Disciple non è il solo a prendere possesso del tavolo di produzione: con lui Falling Down, Rebel Danja e Mike D a.k.a. Trauma. Da sottolineare senza dubbio il beat di “Day one”, prodotto di Danja, che contiene un campione del brano/capolavoro nostrano “Dicitencello Vuie” (aggiungo, fiero di esere napoletano).

Ma se le basi danno solo sensazioni inerenti la battaglia a dare la carica sono proprio i componenti dell’Armata: nonsolo “F.L. & W.”, ma anche scene della vita vissuta, come quelle contenute in “Street Monopoly”, ove a capeggiare la tematica è ancora una volta il disagio dei ghetti americani. Rime crude, possenti, e nonostante nessun MC spicchi in particolare è obiettivamente certo che ui di stile ce n’è, e tanto. 9th Prince e Dom Pachino sono probabilmente i figuri che destano più attenzione e caricano maggiormente l’ascoltatore, in particolare il Dom (forte d’una somiglianza vocale con il buon GhostFace Killah).
La pecca maggiore dell’LP è costituita dai troppi skit, di cui se ne poteva tranquillamente fare a meno. Eh sì, magari di qualche altro featuring di casa Wu-Tang. Non posso fare altro che consigliarvi l’ascolto di “Fear, Love & War”. Sebbene sia difficile reperirlo, causa la pessima distribuzione e la mancanza d’interessamento delle labels, cercate di procurarvelo. I Killarmy hanno dato uno scossone non indifferente al Wu-World, nel 2001 addormentato, con questo lavoro…La battaglia è ancora aperta. Impugnate le vostre armi e cominciate a lottare per la vostra causa.

Voto: 8/10

01. Intro
02. The Push (ft. Superb)
03. Militant (ft. U-God)
04. Originators
05. Skit (Freestyle)
06. Sweatshop (ft. Bambue & Frukwan)
07. Street Monopoly
08. Afterhours Part 1
09. Trilogy (ft. Prodigal Sonn)
10. Feel It
11. Skit (Foxhole Convo)
12. Whatever We Want
13. Skit (Freestyle)
14. Monster
15. The Hit
16. One To Grow On
17. Skit (Afterhours Part 2)
18. Day One
19. Spoken Word
20. Nonchalantly
21. The Rule (ft. Polite)
22. Lady Sings The Blues

Joe Slaves