Kanye West - Graduation
(Def Jam/Roc-A-Fella, 2007)

Si, anche su Daylight si parla di dischi sbrillucciosi, patinati che fatturano oltre i 20 euro. Ma quando si parla di Kanye West bisogna sempre mettere in chiaro una cosa: il produttore di Chicago, pur circolando in ambienti elevatissimi nei quali la qualità musicale sta andando via via diminuendo, continua a produrre musica di classe. Ultimamente si è parlato a lungo di questo disco e di Kanye per tutti gli strascichi di gossip che si è portato dietro; ci riferiamo alla sfida lanciatagli da 50 Cent, ovvero “se il mio disco vende meno di quello di Graduation mi ritiro” (accorrete ad ogni reparto hip hop che trovate, è per una giusta causa). “Graduation” è stato anticipato degnamente da “Can’t Tell Me Nothing” e “Stronger”, ottima ripresa della celebre “Harder, Better, Faster, Stronger” dei Daft Punk e in collaborazione con questi ultimi; e questi due ottimi pezzi bastano a darci una degna indicazione sulla strada intrapresa da Kanye West, una decisa sterzata verso un certo tipo di sonorità “nuove” e, perchè no, una sorta di sperimentazione fresca in un panorama stucchevole. Ebbene si, non sarà un disco di nicchia per pochi eletti, non troveremo sperimentazioni pretenziose ma una decisa direzione innovativa, un abbondante uso di raffinata elettronica (niente technoidismo che di questi tempi tanto spopola, con tutto il rispetto per Timbaland) mista al classico soul made in Kanye West aka piani e voci spezzettate e pitchate che creano un complesso di atmosfere sognanti e spaziali. Sia chiaro, non è un classico, non è bello al 100%, è un disco da classifica che ammicca non poco al pop, ma riesce a presentarsi come una ventata di aria fresca. Insomma, oltre ai due ottimi singoli di lancio (spesso la maggior parte dei dischi “comemrciali” si ferma a questi) abbiamo pezzi ottimi come “I Wonder” (splendida), “Flashing Lights” assieme a Dwele, “Homecoming” in coppia con Chris Martin (Coldplay e rap, ormai non dovrebbe suonare strano) e la dedica a Jay-Z di “Big Brother” (chiusura emozionante su un grande tappeto sonoro di Dj Toomp). Non convincono pienamente invece “Good Life” (terzo singolo) con T-Pain che fa l’Akon della situazione, vittima di un beat non troppo interessante co-prodotto da Dj Toomp e Timbaland (che si occupa anche di programmare la batteria di “Stronger” e si sente) e di un rap altrettanto stentato, “The Glory” in cui Kanye riesce però a sfoderare un buon flow e “Everything I Am”, abbastanza anonima e che featura anche Dj premier ai piatti. da decifrare ancora “Drunk And Hot Girls” assieme a Mos Def, uno strano esperimento abbastanza delirante, assistiamo infatti a 5 minuti di pazzia lirica e sonora che lascia alquanto spiazzati e molto interessante è invece “Barry Bonds” assieme a Lil’ Wayne (bah..), in cui i due mc viaggiano su un beat alquanto atipico. Il problema di fondo del disco, e quello che affligge un po’ tutti i dischi di Kanye West, è proprio l’abilità discutibile di quest’uomo al microfono; chiariamo, non è inascoltabile, le sue liriche pur riuscendo ad essere anche abbastanza interessanti peccano di un flow spesso stentato e poco incisivo. In ogni caso Kanye è ben lungi dal risultare fastidioso e questo disco resta un ottimo lavoro, innovativo quanto basta per provare a dare nuovi spunti a una scena stantìa. Laureato? Non a pienissimi voti ma comunque si è dato da fare.
ps. Agghiaccianti le tre bonus track.
voto: 7,5/10
1 - Good Morning
2 - Champion
3 - Stronger
4 - I Wonder
5 - Good Life (feat. T-Pain)
6 - Can’t Tell Me Nothing
7 - Barry Bonds (feat. Lil’ Wayne)
8 - Drunk And Hot Girls (feat. Mos Def)
9 - Flashing Lights (feat. Dwele)
10 - Everything I Am
11 - The Glory
12 - Homecoming (feat. Chris Martin)
13 - Big Brother
El Coma