Ghostface Killah - The Pretty Toney Album
(Def Jam, 2004)

Rieccolo, l’uomo più desiderato d’America, lo Shaolin’s Finest, il sacerdote prolifico. Dennis Coles, in arte GhostFace Killah, ritorna nel 2004 con l’ennesimo bel disco, stavolta “The pretty Toney Album”. Primo lavoro per la Def Jam e prima opera che può realmente fare “il botto” di vendite dai tempi di “Ironman”. Reduce da un disco che ha fatto discutere, ovvero “Bulletproof Wallets” (per molti il suo peggior lavoro, il sottoscritto si dissocia), e da un Greatest Hits chiamato “Shaolin’s Finest” (evviva la modestia), il nostro caro Ghostface, che per questo lavoro trancia il Killah dal nickname, ci dona nuove tracce ricche di vita e potenza. Ma, non so perchè, qui c’è qualcosa che manca. Non fraintendetemi, qualitativamente siamo su alti livelli, dal flow degli MCs che si alternano nelle tracce a molte delle basi qui presenti. Lo stile di Ghost rimane quello, rime sempre d’un certo livello e voce chiara e precisa, stavolta arricchita da featurings che non avevamo mai ascoltato prima d’ora come quelli con i L.O.X. (ottimi, la storia delle strade di NY sono loro) e con Trife Da God, nuova spalla di Ghost che ha partorito, con lo stesso Ironman, “Put It On The Line”, ma questa è un’altra storia.
Argomenti che come sempre variano o sono piuttosto vaghi, per mettere in risalto le qualità del Fantasma. C’è da dire che arrivano anche momenti d’ispirazione, per esempio in “Save Me dear” si tratta come tema l’universo femminile e le nostre compagne di vita. Due parole in più sulle basi, invece: se alcune sono veramente paurose, degne di nota, come quelle prodotte dal vecchio Abate RZA o l’ottimo lavoro di Minnesota su “Beat The Clock”, altre lasciano l’ascoltatore piatto o nel peggiore dei casi fossilizzato. Ecco quello che non lascia ottenere il pieno consenso a “The Pretty Toney Album”…E’ il caso del singolo/club anthem “Tush”, in collaborazione con Missy Elliott e prodotto da D. Trotman e Dub Dot Z, ma cosa c’entra tutto ciò col buon GhostFace? Il singolo ha fatto il giro delle emittenti musicali nella versione censurata (ma non affatto migliore) “Push”, dando anche più luce al disco, ma mi chiedo come siano rimasti i rappettari fake b-boys all’ascolto delle produzioni di RZA e True Master. Punto a favore invece per le azzeccate scelte di campionare e riscoprire alcuni pezzi soul che certamente interesseranno al pubblico più curioso ed attento. Le migliori tracce sono, almeno per me, “Biscuits” con Trife Da God e True Master alle macchine, ove Ghost ci allieta con una delle sue cantate degne d’AlBano, “Run” con Jadakiss e RZA a produrre, forse la migliore traccia del disco per la botta di raw che fornisce all’ascoltatore (peccato che nel video Ghost appaia con un cappello tutt’altro che da menzionare…) e “Beat Da Clock”, prodotta da Minnesota, un beat futuristico e dallo spiccato underground flava che distruggerà i vostri impianti audio.
Un buon lavoro, certamente un gradino sotto tutte le precedenti uscite di Tony Starks ma nemmeno il peggior disco della storia del Clan, anzi. Parlando di Def Jam, parlando di 2004, parlando di peggior disco del Clan, qualcuno sarebbe così gentile da mettermi in contatto con Mista Meth…?
Voto: 7+/10
01. Intro
02. Biscuits (ft. Trife)
03. Kunta Fly Shit
04. Beat The Clock
05. Metal Lungies (ft. Sheek Louch & Styles P)
06. Bathtub (Skit)
07. Save Me Dear
08. It’s Over
09. Keisha’s House (Skit)
10. Tush (ft. Missy Elliott)
11. Last Night (Skit)
12. Holla
13. Ghostface
14. Be This way
15. The Letter (Skit)
16. Tooken Back (ft. Jackie-O)
17. Run (ft. Jadakiss)
18. Love (ft. Musiq & K-Fox)
Joe Slaves