Ghostface Killah - Ironman
(Epic, 1996)

Dopo il boom del 1995, anno che ha partorito i migliori dischi solisti dei membri del Wu-Tang Clan, dal fantastico mondo della crew di staten Island arrivano nuovi lavori e nuove sorprese. Un anno dopo “Only Built 4 Cuban Linx…” di Raekwon debutta il compare GhostFace Killah con l’ennesimo grande disco, “Ironman”. Comincio col dirvi che Ghost meriterebbe una statua, praticamente l’unica Killa Bee (insieme a GZA) che non ha mai toppato un album. Ben 6 dischi all’attivo, molto pubblicati in un’era cupa per la W, eppure carichi d’energia e stile. Presente sin dal classico “Enter the Wu-Tang (36 Chambers)”, sul quale caccia fuori rime storiche (c’è da dire che lì tutti i componenti scrivono una frase almeno leggendaria), è uno dei rappers con più tecnica attualmente.
La saga comincia con questo “Ironman” il quale deve il nome ad uno degli a.k.a. del signor Dennis Coles. Interamente prodotto dal RZA (eccetto la traccia “Fish” ideata dal buon True Master), questo dovrebbe bastarvi… Bobby Steels prova stavolta sonorità più aperte che caratterizzeranno tutti i lavori dell’MC. Aperte? Così come “Liquid Swords” era lo shoalin più hardcore e “Only Built 4 Cuban Linx…” era il mafia-rap più raffinato, così “Ironman” è il disco dal sound più “vario”, vago, ma comunque bello ed unito. E’un pò difficile da descrivere, si rischia di dipingere un disco più incline al pop, mentre qui c’è tutto fuorchè la leggerezza. Prendetela così, è un disco che non suona come nessun altro lavoro del Wu. Si passa dal raw hardcore al campionamento più dolce ed intenso con estrema facilità. Una ragione in più per ascoltarlo! E’ una ragione in più per amare tracce che vi accompagneranno per sempre, “Daytona 500″ è una di quelle canzoni a cui un b-boy resta legato a vita. Temi che a tratti rispechiano l’universo di “Only Built 4 Cuban Linx…”, quindi di stampo noir, ma cedono anche il posto a cose leggere fatte perlopiù per l’allenamento verbale.
Le argomentazioni sono quindi estremamente curiose: non è tanto il tema a colpire, per quanto vi siano picchi di bellezza, ma lo stile a palate sfoderato dagli MCs. GhostFace è un fascio di rime, flow perfetto e knowledge metrica da far invidia a tutti i rappusi odierni (il bello è che ha mantuenuto questa sua capacità di rappare con fantasia e originalità per tutta la sua carriera!); i compari Raekwon e Cappadonna, che si guadagnano la scritta “Featuring Raekwon & Cappadonna”, sfoggiano tutte le loro skills ed è Cappacino a farla da padrone, aiutato dalla sua voce roca e dura che si fa largo tra i guerrieri del Clan imperiale. Non sono da meno gli altri ospiti, ma i tre protagonisti sono irremovibili. La traccia con più sentimento e stile è senza dubbio “All That I Got Is You”, storytelling sulla vita di GhostFace, sostenuto dal campionamento d’una canzone dei Jackson 5 e dalla voce della grandissima Mary J Blige.
E’ l’ennesimo disco capolavoro della dimensione Wu, uno di quei dischi che ascolti e poi non levi più se ti piacciono le svarionate del Wu-Tang…Ironman strikes again!
Voto: 9,5/10
1. Iron Maiden (ft. Raekwon & Cappadonna)
2. Wildflower
3. The Faster Blade (ft. Raekwon)
4. 260 (ft. Raekwon)
5. Assassination Day (ft. Raekwon, RZA & Inspectah Deck)
6. Poisonous Darts
7. Winter Warz (ft. Raekwon, Cappadonna, U-God, Masta Killa)
8. Box in Hand (ft. Method Man & Street)
9. Fish (ft. Raekwon & Cappadonna)
10. Camay (ft. Raekwon & Cappadonna)
11. Daytona 500 (ft. Raekwon & Cappadonna)
12. Motherless Child (ft. Raekwon)
13. Black Jesus (ft. Raekwon & U-God)
14. After the Smoke is Clear (ft. The Delphonics)
15. All That I Got is You (ft. Mary J. Blige)
16. The Soul Controller (ft. The Force MD’s)
17. Marvel (ft. RZA)
Joe Slaves