DJ Muggs vs GZA - Grandmasters

(Angeles Records, 2006)

E chi se l’aspettava.. Questa combinazione così improbabile e non tanto per il valore (assolutamente indiscusso) degli artisti in causa, ma per l’accostamento stilistico, sembrava non potesse funzionare. Anzi, nessuno si aspettava che potesse funzionare tanto bene!
Metti insieme il DJ dei Cypress Hill ed l’mc principe del Wu-Tang Clan, ed ottieni “Grandmasters”, lo scontro di due grandi pensatori, di due uomini che per trovare la concentrazione si sfidano già in copertina, nella somma arte degli scacchi. I tanti dubbi venivano dalla possibile compatibilità del flow di GZA con i beat di Muggs, il tutto è stato cancellato dall’uscita del primo singolo “General Principles”. Muggs infatti si adatta perfettamente allo stile dell’mc di Staten Island, confezionando beat dal sapore vintage, che sembrano venir fuori da un passato neanche troppo lontano. D’altra parte, il Genio (sulla soglia dei 40 anni), non perde lo smalto, ma anzi sembra imbattersi in una nuova giovinezza!
Le atmosfere di questo disco sono nostalgiche, guardano con fierezza al passato, e ne traggono ispirazione. Provate ad ascoltare “Those That’s Bout It” o lo steso singolo già citato. Suoni semplici messi in loop, e l’mc a splendervi su.. meglio ancora quando accompagnato! Infatti si uniscono a GZA i suoi vecchi amici RZA, Raekwon, Masta Killa e Prodigal Sunn. Gli amici di Muggs (i Soul Assassins), saranno invece autori di “Grandmasters Remix” qualche mese dopo l’uscita del disco. Ma parlavamo delle riunioni di famiglia, quindi ecco “Advanced Pawns”, in cui sull’imperiosa produzione di Muggs, sputano fuoco e fiamme GZA (”I come from the 36 Chambers.. of danger”), RZA e Raekwon. Tutti sono ispiratissimi ed il risultato è un ottimo Wu-Banger. C’è anche tempo per commemorare Russel Jones (aka Ol’ Dirty Bastard) nel pezzo “All In Together”. Base dal sapore orientale, anticipata da un’intevrista di Dirty, e condita dal forte ritornello di RZA.. commovente il Genio nel ricordarlo:

He was intelligent, his style was relevant
I can name ten niggaz that stole an element
From the high speed chase to the court arraignments
All of the above, was entertainment
He caused earthquakes, just from experiments
Some thoughts got lost, not knowing where it went
His songs had a rep for many inducements
Giving birth to new styles, after recruitments
There’s no replacement or any supplement
He was a new testament, what he said, what he meant

Capolavoro. Segue poi “Unstoppable Threats (Hip-Hop)” che si avvale di due ottime strofe di Prodigal Sunn e MK, ma di una produzione non troppo ispirata.. meglio il cattivissimo remix di DJ Solo. Le ultime due tracce del disco, fanno spavento, perché riportano la testa dietro al 95.. gli anni di “Liquid Swords”. “Illusory Protection” ha un impatto devastante, ricorda quasi “4th Chamber”.. mentre “Smoothered Mate” è quella che in gergo si dice “una legnata”. Beat poderoso e flow al vetriolo.
In conclusione, un album compatto, breve, potente. Solo 12 tracce, intro compresa, sufficienti ad un breve viaggio nel passato, a quando l’hiphop si fondava su ben altri principi.. ma a pensarci bene “this is HIP-HOP” [cit. “Unstoppable Threats”].
Scacco matto.. ancora una volta!

Voto: 9/10

01. Opening
02. Those That’s Bout It
03. Destruction Of A Guard
04. Exploitation Of Mistakes
05. General Principles
06. Advance Pawns (ft. RZA & Raekwon)
07. Queen’s Gambit
08. All In Together (ft. RZA)
09. Unstoppable Threats (ft. Masta Killa & Prodigal Sunn)
10. Unprotected Pieces
11. Illusory Protection
12. Smothered Mate

SilentKiller