DJ Anomaly - Mountains Rise

(SGE, 2003)

Mountain Rise cover

Mountains Rise. DJ Anomaly. Molto probabilmente sia album che autore non vi diranno molto. Quello che ho deciso di recensire, infatti, non è certo un disco di cui si è stra parlato, anzi, io stesso l’ho conosciuto solo perché mi è stato regalato da una persona che di rap ne sa veramente tanto.
Poiché non amo e di conseguenza non conosco alla perfezione gli ambienti più sperimentali dell’hip hop, ma chi fa rap che merita di essere ascoltato generalmente lo conosco, inizialmente non nego di aver avuto un approccio diffidente verso questo prodotto, ma mi è bastato farlo girare una sola volta nello stereo per capire che questo disco va ben oltre le categorie dell’“interessante” o “gradevole”.
Ma passiamo ai fatti, Mountains Rise è una compilation di brani completamente prodotta [e scratchata] dal nostro Anomaly, produttore di Chicago di cui (ahimè) so molto poco oltre al fatto che ha prodotto un paio di tracce per alcuni membri della Molemen Inc. Dando uno sguardo alla tracklist, figurano diverse tracce strumentali e altre (la maggior parte) in cui Anomaly si fa accompagnare dagli MC della sua crew. Nello specifico troviamo Longshot, Rusty Chains, Su’dan, Racecar, Vyle, Ndivisual, Verbal Kent e Agent Provocatour; tutti in buona forma, sia sotto il profilo lirico che tecnico. Particolarmente bravi si dimostrano Longshot, che è il più presente sul disco e Rusty Chains, che con la sua “Breaking Point” ha creato uno dei più bei brani degli ultimi anni. Gran preformance anche quella di Racecar sulla jazzegiante “The Day The Herb Stood Still”.
Ma la vera particolarità del disco sta nei beat, fra cui è veramente difficile trovarne uno mal riuscito o che mal si adatti al flow di chi ci rima sopra. Anomaly infatti è un virtuoso della produzione, compone batterie molto complesse e innovative, mixa splendidamente all’interno dello stesso brano sample che spaziano dal jazz al funk al soul, effettandoli in modo da conferire al prodotto finale un sapore psichedelico e di avanguardia.
La cosa che più ho gradito di questo disco è la ricerca di innovazione e di nuovi orizzonti, sfruttando a pieno le potenzialità della produzione nell’ambito del rap (il che potrebbe affiancare Anomaly a grandi nomi come Danger Mouse, Madlib o DJ Shadow), e allo stesso tempo, la volontà di non rinunciare a quel boom bap che ci piace tanto.
L’unica critica che mi sento di fare a questo disco è quella di avere un booklet (come al solito) troppo scarno, dal quale non si viene a sapere praticamente nulla sul produttore e in cui non sono presenti le liriche, difficili da reperire anche su internet…ma magari le critiche riguardassero sempre solo il booklet!
Se qualcuno riuscirà a reperire questo album strepitoso si accorgerà che, finché continueranno a stare in giro personaggi come DJ Anomaly, uccidere l’hip hop sarà un’impresa tutt altro che facile!

 Voto: 9/10

01. Anomaly - Mountains Rise
02. Longshot - How I Hit Em
03. Su’Dan - Dangerous Grounds
04. Rusty Chains - Breaking Point
05. Anomaly - Plum Snatcha
06. Longshot - I Don’t Wanna Die
07. Anomaly - Plan B
08. Racecar - The Day The Herb Stood Still
09. Anomaly - Dim Orange Light
10. Rusty Chains - Death
11. Su’Dan feat. Longshot - Royal Champs
12. Longshot, Rusty Chains, Su’Dan, Racecar, Agent Provocateur, Verbal Kent, NDVisual, Vyle - Steady Tweakin
13. Anomaly - Responding To Treatment
14. Vyle - Third Rail Reverberation
15. Longshot - Gutter Language

Oblio