Cage - Hell’s Winter

(Definitive Jux, 2005)

Cage è stato uno degli mc’s più discussi della scena underground americana negli ultimi anni, discussione dovuta sia alle notizie riguardanti la sua vita non proprio facile (tanti hanno tracciato un parallelo tra Cage ed Eminem), le liriche dense di sesso, droga e horrorcore, e alle sue mirabolanti imprese con gli ospedali psichiatrici. Qualcuno diceva che Cage con la firma per la Definitive Jux avesse messo la testa definitivamente a posto, giravano foto che lo ritraevano con un look più da college-emo-punk che da rapper, pareva una persona diversa dal Cage ultraviolento di “Agent Orange”, del pcp-dipendente di “Waterworld”, del cocainomane arrapato degli Smut Peddlers. Bè, un minimo si sbagliavano, la prima uscita del neo-Jukie Cage è quello che può considerarsi il disco definitivo di Chris Palko, basi di grande livello e liriche di ancora più grande livello: ma Cage resta Cage, la sua infanzia travagliata è quella, la sua demenza magari ha lasciato posto alla maturità ma in Hell’s Winter non mancano invettive, prese per il culo e un bel po’ di autoironia. Si può parlare della rinascita di un mc che più che un mc era un personaggio che alternava lavori-bomba a robe trascurabili. Il nostro Chris Palko stavolta va a colpo sicuro e per il suo parallelo rinnovamento sonoro si avvale della collaborazione di nomi mica da poco: su tutti il padrone di casa El-P (sempre più in alto) e di collaborazioni alquanto atipiche; infatti nella tracklist si possono notare i nomi di James McNew del gruppo Yo La Tengo che cura le linee di basso in “Good Morning NY” (travolgente) e “Stripes”, Matt Sweeney degli Skunk alle chitarre in “Good Morning” e “Hell’s Winter”, la voce dei Dead Kennedys, Jello Biafra, che parodizza Bush nella critica “Grand ‘Ol Party Crash”, prodotta da Dj Shadow (a tratti convince a tratti no) e Darryl Palumbo voce dei Glassjaw e degli Head Automatica nel singolo “Shoot Frank” orchestrato dal grande Rjd2. Questo disco è un crescendo di vere e proprie perle, dalle riuscitissime co-produzioni di El-P e Blockhead (speriamo che non si fermino qui) in “Too Heavy For Cherubs” e “Stripes”, e del duo Central Services (El-P + Camu Tao) in particolare nella posse track “Left It To Us” o nella scatenata “Perfect World” in cui Cage snocciola il suo rap fluido e ironico (”…another thing i have it’s a little fascination/ for girls that use my music and make relations…“), l’ispiratissimo Blockhead in una delle migliori del disco, “Scenester” con un ritornello che non potrete fare a meno di urlare pervasi da ubriachezza molesta, l’altrettanto ispirato Camu Tao nell’ottima “Public Property” che offre un ottimo tappeto alle lamentele di Cage e il colossale El-P che ha trovato in Kennylz un collega perfetto per completare degnamente le sue opere, su tutte i capolavori “Lord Have Mercy” e la titletrack, viaggio electro-rock all’interno della vita di Chris Palko (”…Hid the hamster boy record scene dance at the hospital/ In the club I don’t dance, I stand with a glass of Vodka/ Come to terms, I’m just like my bastard Father/ Left my Mother with a kid that flipped her lid/ When I started to look like him, she threw me out the crib/ And I was only two, my Grandmother was a Hitler Jew/ Just dropped Agent Orange and aint got no dough to fix this tooth/ I’m thinkin’ out loud “I hate life” like that matters/ Lettin’ shit out that happened to fit into wack pattern.“). Questo disco ci convince che Cage abbia finalmente trovato la propria direzione artistica e il proprio status ideale alla Def Jux, e ciò non può che renderci felici; questo è il Cage Kennylz che abbiamo sempre aspetatto.

voto 9/10

1. Good Morning (ft. El-P)
2. Too Heavy For Cherubs
3. Grand Ol’ Party Crash (ft. Jello Biafra)
4. The Death Of Chris Palko (ft. Camu Tao)
5. Stripes
6. Shoot Frank (ft. Daryl Palumbo)
7. Scenester
8. Perfect World
9. Subtle Art Of The Break Up Song
10. Peeranoia
11. Left It To Us (ft.Aesop Rock, El-P, Tame One and Yak Ballz)
12. Public Property
13. Lord Have Mercy
14. Hell’s Winter

El Coma