Big L - Lifestylez Ov Da Poor and Dangerous
(Columbia, 1995)

“Yo it’s all about me it’s a B. I. G. L thing
The crown is still mine cause I drop ill rhymes.”
Lamont Coleman aka Big L (1974 – 1999) R.I.P.
Quando si parla di classici, è fatto noto, i nomi si sprecano, la lista di nomi di fare sarebbe infinita ma qualche volta capita che qualche pietra miliare finisca troppo presto nel dimenticatoio e non goda del successo che meriterebbe. E’ il caso di “Lifestylez Ov Da Poor & Dangerous”, primo e poco fortunato lavoro di Lamont Coleman (in arte Big L) che, rimasto all’ombra di altri capolavori come “Ready To Die” di Notorious BIG e “Me Against The World” del suo “rivale” Tupac, passò pressoché inosservato sulla scena hip hop mondiale del 1995. Eppure gli ingredienti per un capolavoro ci sono tutti, rime chirurgiche, liriche pungenti su produzioni curate dai compagni della D.I.T.C. crew ovvero Buckwild, Showbiz e Lord Finesse e condite da una sottile ironia in grado di divertire ma, cosa molto importante, di far riflettere al tempo stesso.
L’album, composto in totale di 12 tracce, si apre con “Put It On”, una sorta di “presentazione” dove L è affiancato da Kid Capri nel ritornello, segue “M.V.P.” ..e vai a stare bene, una delle mie tracce preferite di sempre probabilmente avvalorata dalla brillante produzione di Lord Finesse, si prosegue con “No Endz, No Skin” dove Lamont fa un po’ di chiarezza sulla mentalità femminile : “ girls of the 90’s aint nuthin but crooks / it’s all about whats in ya pockets not how ya look ” regalandoci un sorriso grazie alle sue rime ironiche : “ They wanna know why I’m so fly / a girl ask me for a ring and I put one around her whole eye “. La traccia successiva “8 Iz Enuff” vede, sull’ottimo tappeto musicale di Buckwild, la partecipazione dei Children Of The Corn, (tra i quali anche Killa Cam aka Cam’ron), è il momento di “All Black” traccia fortemente ironica dove un L “minaccioso” tira fuori rime esilaranti “ once a nigga tried to stick me for six G’s / and I put more holes in his ass than swiss cheese “ su una base “claustrofobica” di Lord Finesse. E’ un’atmosfera metropolitana che ci introduce in “Danger Zone”, traccia dove è la strada a fare da padrona, strada che L ci descrive, in toni danteschi, come gli inferi, senza mai tradire la sua vena ironica ; “ fuck Carlito, we doin’ shit the Devil Son’s way “. E’ il momento di “Street Stuck”, L, facendosi di nuove trasportare dalle note dell’ennesima perla di Lord Finesse, mette da parte le sue rime ironiche e provocatorie per affrontare un argomento quanto mai serio e invitando tutti i giovani all’ascolto a non fraintendere le sue parole, la strada non è la scelta giusta ; “ you betta listen when L rhyme; cause bein street struck’ll / get you nuttin but a bullet or jail time “, ma anzi rischia di diventare una trappola mortale : “I’ve seen a lot of my peers give up they careers for some fast money / they could’ve been boxers, ballplayers or rap singers / instead they bank robbers and crack slingers “. Altra traccia, altro capolavoro, siamo a “Da Graveyard” traccia che vede l’esordio di un tale Jay-Z (e CHE esordio direi!). In “Lifestylez Ov Da Poor & Dangerous” Lamont ci parla ancora del disagio e delle difficoltà della vita di strada mentre in “I Don’t Understand” parla della situazione della scena hip hop “ goin platinum and don’t have no soul / some rappers are mad nice and don’t even go gold” (e qui mi viene da sorridere pensando a quello che direbbe adesso..). Al di fuori dell’indiscusso talento e genialità dell’allora giovane L sento di poter affermare con assoluta certezza che gran parte del merito della bellezze e della perfezione di quest’album sono dovuti alla mano di Lord Finesse, e se qualcuno di voi dovesse ancora avere dei dubbi questi verranno immediatamente dissolti da “Fed Up Wit The Bullshit” dove, su una base dal sapore jazz, L ne ha una anche per le forze dell’ordine : “ there are too many young black brothers doin life bids / cause justice means ‘just us white kids ‘ “. Eccoci giunti all’ultima traccia “Let’em Have It L” dove Lamont si concede, con le sue rime, il rispetto e la popolarità che, purtroppo, il tempo non gli ha concesso : “ facts on tracks I recite well / everybody be like Mike but Mike wanna be like L”.
A distanza di 10 anni credo che sia il momento per Lamont Coleman e del suo piccolo capolavoro di godere del giusto successo, quindi, se non l’avete già fatto, non aspettate..correte a procurarvi quest’album perché lo amerete al pari di “Illmatic” e “Ready To Die”, parola mia.
Voto: 8,5/10
01. Put It On (ft. Kid Capri)
02. MVP
03. No Endz No Skinz
04. 8 Iz Enuff (ft. Big Twan, Buddha Bless, Herb McGruff, Killa Kam, Mike Boogie, Terra & Trooper J)
05. All Black
06. Danger Zone
07. Street Stuck
08. Da Graveyard (ft. Lord Finesse, Mic Nut, Jay-Z, Party Arty & Y.U.)
09. Lifestylez Ov Da Poor & Dangerous
10. I Don’t Understand It
11. Fed Up Wit The Bullshit
12. Let ‘Em Have It “L”
Worldwide Gangsta