AZ - 9 Lives
(Motown, 2001)

Nove vite. Curioso come questo sia il titolo di uno che finora non ne ha persa nemmeno una, di quelle vite. Magari mezza, se proprio vogliamo essere severi, ma alle soglie del 2008 AZ è uno degli MC che meno ha toppato nella sua carriera. Le altre otto vite se le starà probabilmente conservando per il futuro, in modo tale da passare il resto dei suoi giorni in pace con noi ascoltatori e con se stesso. Chissà, potrebbe avere programmato un album con i vecchi amici Cormega e Nas per una di queste esistenze di riserva, o forse dischi dall’appeal più commerciale. Non sapremo mai cosa abbia intenzione di fare Anthony Cruz con le sue vite, siamo tuttavia sicuri riguardo una cosa: “9 Lives” risulta un bel disco che scivola come olio su di una padella.
Lungo quanto basta, con poche collaborazioni in pieno stile Sosa e le solite tracce d’eccezione, “9 Lives” è il più tipico dei dischi di AZ. Anticipato da un bootleg monumentale quale “Save Our Street AZ”, l’album contiene diverse tracce di “S.O.S.A.”, più altre chicche e pezzi non esattamente esaltanti che, ahimè, non possono mancare nel più tipico dei dischi di AZ. AZ dovreste conoscerlo bene se siete lettori di Daylight, una sorta di animale ed una delle migliori voci della storia di questo genere musicale, tutte doti che lo rendono uno dei più bistrattati dal mercato ed uno dei più sottovalutati della costa orientale. Le capacità liriche di AZ sono impressionanti, potrebbe rappare anche i testi del fu grande Lil’ Poz, riuscirebbe sempre a renderli più che ascoltabili.
Tre vite dedicate a classici senza tempo, per godere con lo stereo e tripudiare con l’autoradio, con i quali cantare insieme al lettore mp3 e musicare col vinile. Queste tappe fondamentali del percorso musicale di AZ sono “Problems”, corredata da gran video, “I Don’t Give a Fuck”, puro tritolo della Grande Mela, e la struggente “At Night”, uno di quei pezzi che ti fa capire perchè ami questa musica. Due vite dedicate alle jam, con AZ a lasciare il posto all’amica Foxy Brown (ma quanto è Foxy Brown…[sguardo maniaco]) e ad un grazioso animale da studio chiamato Beanie Sigel, un grizzly arrabbiato che tutt’oggi dovrebbe avere molto più spazio (eh ma, Bleek…andiamo avanti). Una vita sprecata, forse vissuta con poca coscienza, dove “Everything is Everything”…”How many Wanna” talk about this?
Le vite restanti aggiungono solo pregio ad una carriera di gran classe. E per finire, una vita vissuta velocemente ma che annuncia finalmente il ritorno di AZ…Equilibrio, stile, forse con qualche caduta di dubbio gusto (ma a parlare è pur sempre un vile mezzo backpacker), ma con quel gusto sempre sottovalutato che ormai caratterizza Anthony Cruz. Non lasciarci mai, Sosa.
Voto: 8+/10
01. Intro
02. What Cha Day About
03. I Don’t Give A Fuck
04. At Night
05. AZ’s Back
06. Problems
07. Everything’s Everything (ft. Joe)
08. That’s Real (ft. Beanie Sigel)
09. What Ya’ll Nigga’s Want (ft. Foxy Brown)
10. Let’s Toast
11. How Many Wanna (ft. Amil)
12. Love Me
13. Quiet Money
14. Outro
Joe Slaves