Army Of The Pharaohs - The Torture Papers

(BabyGrande, 2006)

Army Of The Pharaohs

Cominciamo questa recensione spiegando chi si cela dietro gli Army Of The Pharaohs. E’ un vecchio progetto dei Jedi Mind Tricks, un gruppone in cui riunire svariati talenti e sfornare un disco potente. Gli AOTP esistono infatti dal 1998, pur con formazione diversa, e dopo svariati anni sono riusciti a tirar fuori questo disco. In “The Torture Papers”, la formazione definitiva è composta da: Vinnie Paz, Apathy, Esoteric, 7L, Chief Kamachi, Celph Titled, Des Devious, Faez One, Reef The Lost Cauze, King Syze, Planetary e Crypt The Warchild. Insoma, è una bella schiera di rapper, anche di un certo valore; peccato per i grandi esclusi. Del gruppo infatti dovevano far parte anche Jus Allah (che ha avuto notevoli problemi con la BabyGrande e Vinnie Paz, anche se ora è tutto risolto), Stoupe (impegnato sul suo disco solista) e Virtuoso (che ha dovuto rifiutare poco tempo prima delle registrazioni, per preparare l’attesissimo “W.W.III”). Dunque, possiamo dire che i leader del gruppo sono Vinnie ed Esoteric e hanno supervisionato tutto il lavoro dell’album, reclutando nuovi produttori in ogni luogo. In un’intervista postata poco fa sul sito, Vinnie Paz ci diceva dei suoi continui viaggi in Europa per farsi fare basi potenti ed adatte al disco.
Le tracce del disco sono affidate quindi a: 7L, Apathy, Beyonder, Shuko, DC, Loptimist, Oaks, Rain, The White Shadow e Undefinied. Con questi produttori, e con quello squadrone di mc, ci sarebbero tutte le premesse per un buon album, e in effetti così è stato. L’album suona molto potente, solido, grazie soprattutto alle basi che creano quell’atmosfera epica tanto gradita al rapper dei Jedi Mind Tricks. Le liriche dei rapper sono ovviamente battagliere, e magari non gradite a tutti, ma era lecito aspettarselo del resto. Un’ottima premessa al disco la fornisce in effetti la prima traccia, “Battle Cry” che ci introduce pienamente nelle atmosfere del disco. Shuko tira fuori una base semplice e potente, con un rullante spessissimo, su cui Vinnie introduce i suoi AOTP. Segnalo su tutti Apathy che tira fuori una strofa perfetta, Crypt in formissima ed Esoteric metricamente e stilisticamente perfetto. Segue la bellissima “Gorillas”, molto più rilassata della precedente, con un bellissimo campione di fondo scelto dal buon DC. Ancora una volta, a fare la parte del leone è Eso, che in questo disco ha tenuto uno standard altissimo, splendendo sugli altri. Fra le tracce da segnalare, il singolone “Tear It Down”, con un ottima base di Loptimist che si diverte a scratchare campioni degli M.O.P.; la splendida “Into The Arms Of Angels” cambia totalmente le atmosfere del disco. Si va infatti su una base dolcissima di Rain, in cui Faez e Crypt si lasciano andare a liriche molto “conscious”, ma in cui Vinnie Paz trova il coraggio per rivivere la sua infanzia attraverso uno strofone meraviglioso:

Me and my mother, all we needed was some love
And my brother, all he needed was his drugs
How could you look at us with a job, we was poor
It’s your mother birthday, you don’t give her a call?

Davvero bella, forse la migliore del disco. Ancora, alla numero 9, c’è la canzone, a mio avviso, più potente del disco, “All Shall Perish”. Shuko si destreggia ancora con un tappeto molto potente. Chief e Vinnie ci vanno a nozze e confezionano un vero e proprio anthem. Seguono la scura “Wrath Of Gods”, con super-Esoteric, e “Narrow Grave”, con ancora una volta un ottimo Kamachi. Il disco si conclude con due bombe: “Feast Of The Wolves”, base di Oaks a dir poco coinvolgente.. con gran ritornello di Celph e belle strofe di Vinnie, Apathy e dello stesso Celph Titled. L’ultima traccia è il secondo gettone di 7L, che firma “King Among Kings”. Traccia dal sapore mistico, con base molto bella del socio di Eso che da una degna conclusione a questo disco.
In conclusione posso dire che “The Torture Papers” è davvero un ottimo prodotto. Vinnie Paz nelle sue interviste non ha mai nascosto la voglia di fare qualcosa di potente, che possa far ripensare ai grandi dischi del passato (non è raro sentirlo urlare “94 shit” nel disco). Certo, le cose sono un tantino diverse qui, ma il gruppo ha comunque confezionato un album che verrà pompato molto nell’underground, e che sicuramente avrà un sequel, magari con anche i vecchi membri degli AOTP. Vedremo, e in fondo, la BabyGrande ha deluso davvero poche volte finora.

Voto: 8/10

01. Battle Cry
02. Gorillas
03. Henry The 8th
04. Pull The Pins Out
05. Tear It Down
06. Into The Arms Of Angels
07. The Torture Papers
08. Listen Up
09. All Shall Perish
10. Wrath Of Gods
11. Narrow Grave
12. Feast Of The Wolves
13. King Among Kings

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