Army Of The Pharaohs - Ritual Of Battle
(Babygrande, 2007)

“The Torture Papers” lo scorso anno, mi era davvero piaciuto. Nulla di sconvolgente o innovativo, sia chiaro, ma un bel disco da guerriglia da ascoltare in macchina o dove si vuole. Per questo, quando gli Army Of The Pharaohs hanno annunciato il nuovo album ho gioito un bel pò, non mi dispiaceva affatto l’idea di altro materiale del genere, seppur in un periodo tanto felice per l’hiphop! Certo, la mancanza di 7L o Shuko dietro le macchine, e di Apathy al microfono lasciavano un pò l’amaro in bocca leggendo le prime tracklist, ma è tutto confermato: non sono presenti sul disco (seppur Apathy ha dichiarato di aver registrato un pezzo che poi non è stato inserito su “Ritual Of Battle”).
Però però.. bisogna ammetterlo, questo disco sorprende. E’ più o meno tutto quello che ti aspetti da un collettivo di mc così potente, serviti da basi spesso eccelse. Su “Ritual”, per compensare i vuoti rispetto a “The Torture Papers” vengono introdotti nuovi mc come Doap Nixon, King Magnetic e Demoz, vera rivelazione di questo progetto, inoltre sappiamo tutti del ritorno a casa di Jus Allah dopo gli scazzi con Vinnie e la BabyGrande. Insomma, Apathy è rimpianto solo in minima parte, ma cosa dire delle basi? Esoteric e Ill Bill sapranno stupire? Si. Dannazione, sono sconvolto da quanto sia bravo Bill a produrre, e mai mi sarei aspettato un Esoteric a questi livelli (specie dopo quel disco di cui non pronuncierò il nome). Il disco è potente, ben confezionato, con gli ovvi alti (parecchi) e bassi (pochi). Jus Allah soprattutto ha deluso, troppo monotono nel suo urlare da psicopatico qual è, seppur non stoni nelle tracce in cui timbra il cartellino.
E dire che quando uscì il singolo “Bloody Tears” furono in molti a storcere il naso… me compreso. Ma poi parte “Swords Drawn” con il primo folle beat di Esoteric, e sul quale lo stesso mc di Boston coadiuvato da Planetary, Reef e Celph Titled sputa fuoco e fiamme. Sono tre le produzioni di Eso, delle quali soprattutto “Dump The Clip” è una splendida sorpresa. Parecchie sono poi le posse-track, inevitabili in un disco del genere, ed allora eccovi la potentissima “Frontline” (di Aktone, molto positivo su questo disco) , “Through Blood By Thunder” con le atmosfere horror-core per mettere a suo agio Jus, “Drama Theme” e “Pages In Blood” (che definirei con l’aggettivo “pacchiano” ma tant’è, ci stava).
Capitolo a parte meritano le produzioni di Ill Bill, come dicevo.. “Seven” è la base perfetta per riunire tutta l’Armata (o quasi), per 6 minuti di canzone che non stanca affatto, ottima la scelta del campione e della potentissima batteria. C’è poi “Gun Ballad”, quella che preferisco, in cui batteria e suoni elettrici danno il via allo show di Kamachi, Demoz, Nixon e Vinnie. Segnalo inoltre la seconda reunion track dei Jedi Mind Tricks, “Blue Steel”, e l’esordio della coppia Demoz e Das Devious per “D and D”. Ma voglio concludere parlando della traccia che chiude il disco, ovvero la fantastica “Don’t Cry”. Sulla base di JbL, i quattro Soldati (Nixon, Demoz, Planetary e Vinnie) si rivolgono a quelli per cui la vita è troppo dura, dispensando consigli. Il tutto su un’atmosfera quasi commovente che mi ricorda “A Better Tomorrow” del Wu-Tang Clan.. uno splendido modo per chiudere il disco, un pezzo che resterà nel vostro lettore per parecchio tempo!
Un ritorno positivo questo degli AOTP, in barba alle critiche ricevute qua e là. E’ un disco da ascoltare senza pensieri, e sono certo che vi prenderà perché scorre via benissimo, e che merita più di 2-3 passate!
Voto: 8,5/10
01. Swords Drawn
02. Time To Rock
03. Dump The Clip
04. Black Christmas
05. Blue Steel
06. Gun Ballad
07. Strike Back
08. Frontline
09. Through Blood By Thunder
10. Murda Murda
11. Bloody Tears
12. Seven
13. Drama Theme
14. Pages In Blood
15. D and D
16. Don’t Cry
SilentKiller