Aesop Rock - Daylight

(Definitive jux, 2001)

Spesso un’album per trasmettere emozioni non deve per forza contenere tantissime canzoni, anzi, spesso bastano pochi pezzi ma fatti bene , con cura e passione. E questo è il caso di “Daylight”, quinto album di Aesop Rock, mc ormai celebre nel circuito underground che da circa 6 anni propone prodotti fantastici. Sette tracce per 32 minuti di splendida musica in vero stile Aesop Rock, ed era difficile dubitare che fosse splendido un’album di un’artista che nella sua carriera ha sbagliato veramente poche cose. “Daylight” quindi è un album breve ma bello. Molta gente non riesce a dire un emerito cazzo manco in 3 ore di musica, rilasciando prodotti acclamati come capolavori con centinaia di tracce vuote di cui si salvano al massimo 5 o 6 pezzi. E appunto perchè non basta un disco con pochi pezzi ma buoni, fatti lavorando sodo anzichè aumentare inutilmente il minutaggio con canzoni schifose e inutili skit? Sono troppi gli album che hanno un solo pezzo forte fatto apposta per lanciare il disco e abbindolare la gente. Forse mi sto dilungando eccessivamente ma questi sono i miei primi pensieri dopo l’ascolto di “Daylight”, pensando che magari fosse un dischetto pieno di avanzi presi da Aesop per tenere vivo il suo nome durante l’inattività. Considero “Daylight” un disco breve ma più completo e più spesso di certi mattoni come *disco palloso di 23 tracce*, che nelle sue poche tracce ti fa stare bene senza stancare. Aesop Rock lo si conosce, è uno dei migliori mc in circolazione, ha una costruzione complicata dei testi e un flow scorrevole, riesce a trasportarti nel suo mondo con le sue parole e i suoi suoni, costruisce liriche dense di visioni e metafore, a volte non-sense a volte anche con troppo sense. E’ un disco ombroso, minimale anche in quanto ad aspetto, concepito in un periodo particolare della vita di Aesop, ricco di cemento pervaso di notte inoltrata in “Night Light” e “Nickel Plated Pockets” (“Walk into the store with a pocket full of nickels/ and a city full of World Trade Center victim candle vigils/ there’s anthrax in our mailboxes and Xanax in my tummy/there’s a single Spanish female out west traveling the country…”) e prime luci dell’alba nella ormai celebre “Daylight” presente anche in “Labor Days”, dalla voglia di staccare dalla frenesia e perdersi nel verde e nel blu di tracce come la splendida strumentale di Blockhead, “Forest Crunk” e “Maintenance” (“…Yeah I call him “God” he calls me “Jesus”/ when I lost my religion he felt to pieces…”). Aspettando una decina di minuti dalla fine di quest’ultima avremmo occasione di ascoltare la traccia nascosta “Thank You”, un commovente ringraziamento, una lettera a cuore aperto di Aesop ai 4 amici (tra questi si possono riconoscere Blockhead e El-P) che qualche tempo prima lo salvarono dal baratro della pazzia. Un altro capolavoro opera di questo geniale artista che stupisce a ogni album per i suoi racconti e il suo stile personale e innovativo. Aesop Rock è sempre più un personaggio di fondamentale importanza nel panorama underground. Non possiamo che dire “complimenti”,  ancora una volta.

voto: 9,5/10

1 - Daylight
2 - Night Light
3 - Nickel Plated Pockets
4 - Alchemy (feat. Blueprint)
5 - Forest Crunk
6 - Bracket Basher
7 - Maintenance/ Thank You (Hidden Track)

El Coma