Aesop Rock - Appleseed

(Hungry Tired, 1999)

“Appleseed” è il titolo del secondo lavoro di Aesop Rock, piccolo album pubblicato nel 1999 composto da otto tracce per 32 minuti di musica fantastica. Che dire? Già al secondo album Aesop si conferma una mente geniale destinata a far successo in ambito prettamente underground (anche troppo). “Appleseed” letteralmente significa “seme di mela” , o meglio “discendente della mela”; la mela in questione è New York, habitat dell’mc, che ha ispirato tutte le 8 tracce del disco. Aesop è un discendente della grande mela, città che gli ha dato i natali, città che ha visto crescere sotto i suoi occhi giorno per giorno e che ci presenta sotto vari punti di vista in “Appleseed”. L’album rappresenta un piccolo capolavoro, una perla di rap che è assolutamente rara soprattutto a causa della scarsissima sponsorizzazzione del disco da parte della Hungry Tired, semi-inesistente etichetta discografica. L’album è un saggio delle qualità tecniche di Aesop, mc tra i più complessi in circolazione, e della sua notevole abilità alla produzione; infatti lui produce ben 6 delle 8 tracce del disco. Il disco si apre con il malato “Appleseed Intro” che ci presenta ciò a cui assisteremo durante il disco. La seconda traccia è veramente una perla, “Dryspell” è una fusione di sonorità jazz che accompagnano il timbro vocale di Aesop nella sua narrazione. Per “Same Space” troviamo suoni più malinconici, opera di Blockhead, che ispirano i racconti introspettivi dell’mc. Fantastica è “Sick Friend”, opera dell’ottimo Omega One, una base in cui a tratti troviamo degli splendidi violini classici. Altri violini e atmosfere di desolazione per “Hold The Cup” ed altre fusioni jazz molto retrò accompagnate da dei bonghi le troviamo in “1000 Deaths”. “Blue In The Face” presenta invece dei bassi molto cupi e dei sinistri echi in lontananza. L’unico ospite dell’album è Dose One, tra i più importanti rappresentanti di casa Anticon, che duetta in modo veramente psicopatico (come suo solito) ma nello stesso tempo efficace in “Odessa”, dove apprezziamo degli ottimi giri di chitarra accompagnati da fiati molto “orientali” e dalle note di un sassofono. In tutto il disco troviamo una splendida alternanza di pezzi cupi e malinconici e canzoni dal ritmo più allegro, condite comunque da una profonda riflessione che distingue tutti i pezzi dell’album. Le produzioni sono delle vere sperimentazioni in cui troviamo strumenti mixati in modo geniale per creare effetti veramente avanzatissimi. Aesop Rock si presenta a tutti quindi come una delle realtà più positive nell’hip-hop. Un disco sicuramente non facile ma sicuramente di gradevole impatto.

voto: 9/10

1 - Appleseed Intro
2 - Dryspell
3 - Same Space (Tugboat Complex Part 2)
4 - Sick Friend
5 - Hold The Cup
6 - 1.000 Deaths
7 - Blue In The Face
8 - Odessa (feat. Doseone)

 El Coma