The Juggaknots - Use Your Confusion

26 Giugno 2008, Pubblicato in Senza categoria da SilentKiller

(Matic/Amalgam Digital, 2006)

Il 2006 vede il ritorno sulle scene dei Juggaknots, gruppo newyorkese tra i più ingiustamente sottovalutati di sempre. Il loro disco “Use Your Confusion”, uscito il 31 ottobre sotto Matic/Amalgam Digital Rec. è stato preceduto dal singolo “New $$$” (prodotto da un certo B-Money, che ha prodotto anche per 50 Cent) che francamente non era un granchè, ed ha messo ancora più trepidazione nei fan del gruppo (come me) che hanno ancora in cuffia l’assoluto capolavoro “Clear Blue Skies” e le mirabolanti strofe di Breezly Brewin. Forse il primo singolo e la nota di precisazione sul palmares del produttore B-Money doveva servire ad agguantare qualche ascoltatore in più (”cazzo questo ha prodotto Fifty, chissà quanto spakka il disco!!!”), ma fortunatamente i Juggaknots non hanno preso quella direzione che tanti prendono per adeguarsi e il disco che ci hanno regalato a 10 anni da “Clear Blue Skies” è un bel lavoro con alti e bassi come ogni disco (ma non come Clear Blue Skies). La cosa che si nota subito è la frequente presenza di Queen Heroin, la scarsa presenza (purtroppo) di Buddy Slim limitata a qualche strofa e a qualche produzione, e la predominanza di Breezly alle produzioni e al microfono, a dimostrazione che il suo stile si espande su più fronti. Ma ovviamente non è un disco tutto Juggaknots, e gli ospiti che troviamo non sono da poco: Slick Rick, Wordsworth, Oh No, Sadat X e una folla inferocita di vecchie conoscenze nella posse track “Crazy 8’s”, tra i quali si nota il leggendario e misterioso J-Treds. L’attesa è stata ripagata da pezzi come “Daddy’s Little Girl” con un beat strepitoso di Michael “Oh No” Jackson, “30 Something” assieme a Sadat X, con una base da brividi di The Truth Brewin, l’assurda “Hey” (pensavo ci fosse qualche problema nello stereo), “Liar, Liar” con featuring del sempre efficace Wordsworth, la stranissima titletrack opera di Buddy Slim con un beat dalla cadenza simile a una marcia e per finire un J-Zone ispiratissimo che fornisce un beat incredibile cavalcato da J-Treds, John Robinson, Pop, Buddy Slim, Big Tone, Che Logan, Wordsworth, Herawin, Sub-Con, Rob-O, Jax, Breezly che creano una vera e propria posse track potentissima, “Crazy 8’s”. Peccato per “New $$$”, “Strip Joint” (che a quanto pare sarà il secondo singolo e non è difficile capire perchè) e “Namesake” che non sono proprio riuscitissimi. Sicuramente non sono riusciti a bissare un capolavoro eterno come “Clear Blue Skies”, ma ci hanno accontentato comunque e l’attesa è stata ripagata a dovere: grandi Juggaknots.

voto 8/10

1. Here Comes… -
2. Hey -
3. Namesake Listen
4. Leon Phelps -
5. Strip Joint -
6. Liar, Liar feat. Wordsworth -
7. Use Your Confusion -
8. Smile feat. Castro -
9. New $$$ Listen
10. Vows feat. Slick Rick -
11. Daddy’s Little Girl -
12. 30 Something feat. Sadat X -
13. Movin’ the Chains -
14. Never feat. Nine -
15. Crazy 8’s feat. J-Treds, John Robinson, Pop, B-Slim, Big Tone, Che Logan, Wordsworth, Herawin, Sub-Con, Rob-O, Jax, Breeze

El Coma

Mr.Lif - I Phantom

26 Giugno 2008, Pubblicato in Senza categoria da SilentKiller

(Definitive Jux, 2002)

2002. Tempo di conferme per l’mc di Boston dalla voce nasale e dai dreads enormi. Dopo aver rilasciato ben 3 ep, di cui due sotto Definitive Jux era ora di fare un passo più lungo e testare le proprie capacità con un disco vero e proprio. Ed ecco “I Phantom”, il disco definitivo di Mr.Lif, 14 tracce di buon rap. Se “Farmhand Ep” era una prova, “Enter The Colossus” il debutto e “Emergency Rations” l’anticamera di “I Phantom”, quest’ultimo è la promozione del bostoniano e del suo notevole stile al microfono. Promozione con qualche debito, ma non per demerito del nostro simpatico mc (non può non creare simpatia quell’omino con quei 10kg di capelli che balla tra gli uffici nel video di “Live From The Plantation”) quanto per qualche beat non proprio azzeccatissimo. Manco a dirlo le migliori tracce del disco le produce il padrone di casa El-P, ma alle macchine troviamo anche gli amici inseparabili Insight, NASA, Fakts One e Edan che creano basi intrise di funk rarefatto e futurista. Lif si conferma un mc versatile, capace di parlare di qualsiasi cosa gli passi per la mente, tornando a ridefinire lo scopo dell’mc, intrattenere con stile senza dimenticare gli argomenti. E Jeffrey Haynes ha parecchie cose de dire, la satira sull’americano medio in “Success” assieme ad Aesop Rock e accompagnato da un beat splendido di El-P (una delle tracce migliori del disco, da citare “…Can you believe I met the girl of my dreams, I swear she’s meant for me/ We’ve been together over 2 years, goin’ on 3/ We married on our 4th anniversary/ Bought a house and turned a room into a nursery/For the bouncin’ baby that we’re expecting in June/I sat in that delivery room from noon, to noon/ 24 hours of labour then the nurse asked me his title for the paper/ You know, so the government can chase ya’/ First name: John, Last name: Insignificant/ I’m smiling like a proud dad; I got the birth certificate…“) e la satira sull’impiegato medio americano in “Live from The Plantation” su un beat assurdo di Edan (”…The purpose of our life is just to serve the economy/ They misinform our minds to paint a picture of harmony/ But if you listen then you know that shits out of tune/ Cuz the function of our life is just to work and consume…“), l’ancora più assurda (e lunghissima) “Return Of The B-Boy” ancora opera di El-P e in un crescendo di assurdità la meravigliosa “Post Mortem” (manco a dirlo beat di El-P) assieme ad Akrobatik, El-P (ne ho già parlato?) e Jean Grae; degne di nota anche “Earthcrusher” e “Iron Helix” in cui troviamo altra dissacrante critica nel dialogo tra Lif e l’alieno Insight. Indiscutibile il valore lirico di Lif in tutte le tracce ma vi sono alcuni beat abbastanza anonimi come “Friends & Neighbors” e “New Man Theme” (Fakts One) e quell’orrore opera di Insight che va sotto il nome di “Status”. Togliendo qualche beat non azzeccatissimo, qualche skit per aumentare il minutaggio, questo disco contiene pezzoni degni di nota intrisi di rap acuto, predicato da un mc in continua evoluzione.

voto 8-/10

1. Bad Card (ft. Vast Aire)
2. A Glimpse At The Struggle
3. Return Of The B-Boy
4. Live From The Plantation
5. New Man Theme
6. Handouts
7. Status (ft. Insight)
8. Success (ft. Aesop Rock)
9. Daddy Dearest
10. The Now
11. Friends And Neighbors
12. Iron Helix (ft. Insight)
13. Earthcrusher
14. Post Mortem (ft. El-P, Jean Grae, Akrobatik)

El Coma

OutKast

26 Giugno 2008, Pubblicato in Senza categoria da Supagano

Ci troviamo ad Atlanta, Georgia, South America. Andrè Benjamin e Antwan Patton si conoscono nei tempi del liceo. Scoprono di avere entrambi una grande passione per l’hip-hop e decidono di formare un gruppo, gli OutKast, che possa entrare nel music biz dell’epoca. Si uniscono al team Organized Noize, trio di produttori noto per i lavori nel settore musicale (solo più tardi arriveranno a produrre le TLC ed Xscape), e cominciano a sperimentare nuovi suoni. Non i clichè di New York e los Angeles, ma un qualcosa di nuovo. Il risultato si vede nel 1994 con la pubblicazione di “Southernplayalisticadillacmuzik”, disco caratterizzato da un sound nero, fatto di fumo ed atmosfere ombrose. Supportato dal grande successo del singolo “Player’s Ball” diventa dopo poco tempo un classico ed apre le porte alla scuola di A-T-L, la stessa dei colleghi ed amici Goodie Mob.
Outkast
“Southernplayalisticadillacmuzik” fa ricevere ad Andrè e Big Boi, nomi d’arte di Benjamin e Patton, il premio come New Rap Group Of The Year ai TheSource Awards (sì, proprio quelli dell’omonima rivista). Lo stile degli OutKast è nuovo: rime ruvide, testi grossi e carichi di stile su basi composte di suoni risonanti e noturni. Quanto di più cupo possa esistere. Il successo del primo album viene bissato nel 1996 con “ATLiens”, gioco di parole tra “ATL”, iniziali di Atlanta, ed “Aliens”, elemento che caratterizza l’album in quanto soggetto dei fumetti nel booklet. Ancora una volta il duo riceve complimenti ed onori dalla critica ed “Elevators (Me & You)” tocca le vette delle classifiche. Nel 1998 i due sfornano “Aquemini”, disco geniale ed innovativo che porta freschezza nel rap world. Passano anche problemi legali perchè citati dall’attivista Rosa Parks (r.i.p.) in quanto in “Aquemini” compare la canzone “Rosa Parks”, con riferimenti alle azioni di Mrs. Parks. Nel 2000 Big Boi e Andre3000 (nome modificato, il nuovo millennio chiama) propongono “Stankonia”, ennesimo successo spinto dalle canzoni “Ms. Jackson” e la profetica “B.O.B. (Bombs Over Baghdad)”.
Outkast 2
Gli OutKast non si fanno più vivi se non con un Greatest Hits pubblicato nel 2001, “Big Boi & Dre presents…OutKast”, perchè a detta di molti in procinto di sciogliersi. Sbagliato, e nel 2003 ritornano con il doppio album “Speakerboxxx/The Love Below”, progetti opposti ma ottimi. “Speakerboxxx” è affidato a Big Boi, la parte più hardcore e rap, mentre “The Love Below” è un esperimento di Andre300 che visita canoni della black music nuovi per la coppia del South. Si sbanca anche in Europa con il singolo “Hey Ya!”, rimasto in vetta alle charts di MTV e co. per molto tempo. “Speakerboxxx/The Love Below” dona alla coppia i Billboard Awards come Best Album, Rap Album e Best Album Artist e Best Duo/Group, mentre ai Grammy vincono come Best Urban/Alternative Performance per “Hey Ya!”, Best Rap Album e Album of The Year. Trionfano anche agli MTV Video Music Awards, coronando la lunga carriera. Dopo un disco di diamante (ben 10 milioni le copie vendute di “Speakerboxx/The Love Below”!) Andre e Big Boi si danno al cinema. Il 2006 è l’anno di “Idlewild”, musical contornato da una colonna sonora interamente progettata dagli ATLiens. Swing, soul, jazz, hip hop, “Idlewild” è un esperimento di musica black a 360°. Ora come ora, sia Andre che Antwan stanno lavorando ai loro dischi solisti, in seguito ai quali dovrebbe arrivare un nuovo album di gruppo. Una delle realtà più longeve ed innovative di tutto il South.

Discografia

Southernplayalisticadillacmuzik (LaFace/ Arista, 1994)

01. Peaches
02. Myintrotoletuknow
03. Ain’t No Thang
04. Welcome to Atlanta (Interlude)
05. Southernplayalisticadillacmuzik
06. Call of da Wild
07. Player’s Ball
08. Claimin’ True
09. Club Donkey Ass (Interlude)
10. Funky Ride
11. Flim Flam (Interlude)
12. Git Up, Git Out
13. True Dat (Interlude)
14. Crumblin’ Erb
15. Hootie Hoo
16. Deep
17. Player’s Ball (Reprise)

ATLiens
(LaFace/ Arista, 1996)

01. You May Die (Intro)
02. Two Dope Boyz (In a Cadillac)
03. Atliens
04. Wheelz of Steel
05. Jazzy Belle
06. Elevators (Me and You)
07. Ova da Wudz
08. Babylon
09. Wailin’
10. Mainstream
11. Decatur Psalm
12. Millennium
13. E.T. The Extra-Terrestrial
14. 13th Floor/Growing Old
15. Elevators (Me and You) (DNP 86 Remix)

Aquemini (LaFace/ Arista, 1998)

01. Hold On, Be Strong
02. Return of the “G”
03. Rosa Parks
04. Skew It on the Bar-B
05. Aquemini
06. Synthesizer
07. Slump
08. West Savannah
09. Da Art of Storytellin’ (Pt. 1)
10. Da Art of Storytellin’ (Pt. 2)
11. Mamacita
12. Spottieottiedopaliscious
13. Y’all Scared
14. Nathaniel
15. Liberation
16. Chonkyfire

Stankonia (LaFace/ Arista, 2000)

01. Intro
02. Gasoline Dreams
03. I’m Cool (Interlude)
04. So Fresh, So Clean
05. Ms. Jackson
06. Snappin’ & Trappin’
07. D.F. (Interlude)
08. Spaghetti Junction
09. Kim & Cookie (Interlude)
10. I’ll Call Before I Come
11. B.O.B.
12. Xplosion
13. Good Hair (Interlude)
14. We Luv Deez Hoez
15. Humble Mumble
16. Drinking Again (Interlude)
17. ?
18. Red Velvet
19. Cruisin’ in the ATL (Interlude)
20. Gangsta Sh*t
21. Toilet Tisha
22. Slum Beautiful
23. Pre-Nump (Interlude)
24. Stankonia (Stanklove)

Big Boi And Dre Presents… Outkast (LaFace/ Arista, 2001)

01. Intro
02. Funkin’ Around
03. Ain’t No Thang
04. So Fresh, So Clean
05. Rosa Parks
06. The Whole World
07. Aquemini
08. B.O.B.
09. Southernplayalisticadillacmuzik
10. Crumblin’ Erb
11. Ms. Jackson
12. Player’s Ball (Original Version)
13. Elevators (Me and You)
14. Spottieottiedopaliscious
15. Git Up, Git Out
16. Movin’ Cool (the After Party)

Speakerboxxx / The Love Below (LaFace/ Arista, 2003)

Disc 1:
01. Intro
02. Ghetto Musick
03. Unhappy
04. Bowtie
05. The Way You Move
06. The Rooster
07. Bust
08. War
09. Church
10. Bamboo (Interlude)
11. Tomb of the Boom
12. E-Mac (Interlude)
13. Knowing
14. Flip Flop Rock
15. Interlude
16. Reset
17. D-Boi (Interlude)
18. Last Call
19. Bowtie (Postlude)

Disc 2:
01. The Love Below (Intro)
02. Love Hater
03. God (Interlude)
04. Happy Valentine’s Day
05. Spread
06. Where Are My Panties?
07. Prototype
08. She Lives in My Lap
09. Hey Ya!
10. Roses
11. Good Day, Good Sir
12. Behold a Lady
13. Pink & Blue
14. Love in War
15. She’s Alive
16. Dracula’s Wedding
17. My Favorite Things
18. Take Off Your Cool
19. Vibrate
20. A Life in the Day of Benjamin André (Incomplete)

Idlewild (LaFace/ Jive, 2006)

01. Intro
02. Mighty “O”
03. Peaches
04. Idlewild Blue (Don’tchu Worry ‘Bout Me)
05. Infatuation (Interlude)
06. N2U
07. Morris Brown
08. Chronomentrophobia
09. The Train
10. Life Is Like A Musical
11. No Bootleg DVDs
12. Hollywood Divorce
13. Zora (Interlude)
14. Call The Law
15. Bamboo & Cross (Interlude)
16. BuggFace
17. Makes No Sense At All
18. In Your Dreams
19. PJ & Rooster
20. Mutron Angel
21. Greatest Show On Earth
22. You’re Beautiful
23. When I Look In Your Eyes
24. Dyin’ To Live
25. A Bad Note

Joe Slaves

Masta Killa - Made In Brooklyn

26 Giugno 2008, Pubblicato in Senza categoria da SilentKiller

(Nature Sounds, 2006)

Made In Brooklyn

Dove eravamo rimasti? Ah si, vi parlavo della Wu-Renaissance nella recensione di “Fishscale”. E non sono stato smentito.. anzi! In meno di un mese sono usciti i dischi di Inspectah Deck, Masta Killa, e fra qualche settimana Method Man. Uno splendido anno finora, questo 2006, specie per la grande famiglia di Shaolin. E gran parte del merito mi sento di assegnarlo a due grandiose etichette indipendenti come la BabgyGrande (che ha lanciato Bronze Nazareth, la compilation di Dreddy Kruger, e ha in serbo il nuovo lavoro di GZA), e la Nature Sounds, che oltre a puntare fortemente su Masta Killa, ha lanciato il nuovo lavoro di Mathemathics, e continua a supportare i vari Wu-Members. Certo, dopo quel capolavoro che fu “No Said Date”, tutti si aspettavano molto da Jamal Arief (uno degli alias di Masta Killa) e dal suo prossimo lavoro, specie conoscendo coloro i quali avrebbero lavorato al disco.
Beh, vi confesso che la prima volta che ho inserito nello stereo “Made In BK”, ero abbastanza perplesso. Mi aspettavo tantissimo dalla produzione di Pete Rock, e ne è uscito un fallimento totale, le produzioni non mi entusiasmavano più di tanto, e c’era quel finale orribile.. con il mezzo pasticcio reggae di “Lovely Lady”. Ma del resto è noto che il primo ascolto non conta quasi nulla. Quindi posso dirvi tranquillamente che questo “Made In Brooklyn” non è affatto male, è un ottimo disco, con i suoi alti e bassi ovviamente. Dopo l’intro in cui (come in The Future skit, su “No Said Date”) rappano i figli di alcuni membri del Clan (i figli di RZA, GZA e dello stesso MK, in questo caso), comincia il disco vero e proprio. MF Doom riprende un suo vecchio beat e confeziona “E.N.Y. House” (ENY: East New York); Dev 1 tira fuori un beat che suona molto old school, su cui Masta Killa viaggia come un treno per regalarci “Brooklyn King”. Come annunciato, tutto il Clan è presente sul disco, e Masta Killa ha nuovamente diviso le comparse in una sorta di sottogruppi.. mi spiego meglio. Ghost e Raekwon, coppia storica, con Masta Killa hanno già realizzato “D.T.D.”, quindi ecco “It’s What It Is”, pezzo superbo grazie anche alla base di PF Cuttin, che tira fuori un vero e proprio gioiello che sembra venir fuori dal 93-94! Anche Inspectah Deck e GZA con Masta Killa hanno confezionato pezzi come “Duell Of The Iron Mic”, e “Silverbacks”, quindi rieccoli insieme per la superba “Street Corner”. C’è da dire che il beat di Bronze Nazareth, era stato già utilizzato da Bronze stesso per confezionare una canzone omonima, sul disco “Wu Meets The Indie Culture”, in cui rappavano anche Solomon Childs e Byata. Bronze quindi ha regalato il beat a MK, permettendogli di confezionare un capolavoro con pochi precedenti.. vi basterà leggerne il testo per capirne la magnificenza, quindi evito di scrivere altro. Il resto del Clan invece, è tutto nella “Iron God Chamber”, potentissima canzone prodotta da Whyz Ruger, in cui si distingue uno splendido Method Man, in formissima.
Altre brani da segnalare in questo disco sono sicuramente la bellissima “Let’s Get Into Something”, canzone d’amore quasi tutta cantata, il singolone “Ringin Bells” di cui si è parlato ampiamente, “Pass The Bone Remix” una sorta di tributo al pezzo presente sul primo disco di GZA con la Cold Chillin’, e anche “East Mc’s” in cui MK riunisce un paio di amici oltre a Free Murder e Killa Sin. Ma si parlava pur sempre di alti e bassi.. quindi non posso non segnalare l’obrobrio fatto da Pete Rock per “Older Gods Pt II”, l’insignificante “Nehanda & Cream”, e l’orribile “Lovely Lady”, queste piccole imperfezioni tendono a far scendere il voto finale per “Made In BK”, che tendo a mettere un gradino più in basso di “No Said Date”.
In ogni caso, Masta Killa si conferma un mc eccezionale, che mette sempre il Clan prima di tutto, cercando di tenere unita la famiglia. A questo punto, non ci resta che aspettare il suo prossimo album, e poi magari il nuovo album del Wu… chissà.

Voto: 8/10

01. Then And Now (ft. Karim Justice, Shamel Irief & Young Prince)
02. E.N.Y House
03. Brooklyn King
04. It’s What It Is (ft. Raekwon & Ghostface Killah)
05. Nehanda & Cream
06. Iron God Chamber (ft. U-God, RZA & Method Man)
07. Pass The Bone
08. Older Gods
09. Let’s Get Into Something
10. Street Corner (ft. GZA & Inspectah Deck)
11. Ringing Bells
12. East M.C’s (ft. Free Murda, Victorious, Killa Sin & K. Born)
13. Lovely lady

SilentKiller

Wu Tang Clan

26 Giugno 2008, Pubblicato in Senza categoria da Supagano

Staten Island, New York, siamo tra il 1979-1980. L’Hip-Hop è una neonata cultura e i tre cugini Prince Rakeem, The Genius e Unique Ason ne vogliono far parte formando in quegli anni il gruppo “All In Togheter Now”. I tre sono dei giovani delinquenti che non disdegnano piccoli furti o spaccio. Hanno in comune l’enorme passione per le arti marziali e la tradizione shaolin. Il gruppo conosce l’arte delle armi shaolin, le tecniche di combattimento e soprattutto erano a conoscenza della letale spada Wu-Tang, la tecnica di combattimento più letale.

Wu-Tang!

Narra la leggenda che un tempo in Cina esisteva il Tempio Shaolin. Nel tempio vivevano monaci buddisti che si dedicavano allo studio delle arti marziali. I monaci shaolin più esperti erano gli unici capaci di maneggiare la spada Wu-tang con abilità. A questo risultato si arrivava solo dopo aver superato le 35 Camere e, narra la leggenda, quando un’allievo cercò di sfidare l’Abate più forte e fu sconfitto le camere diventarono 36. Il tempio Shaolin dove vivevano i monaci fu distrutto dai soldati Shaolin ribelli i Manchus a cui si era unito il Wu-Tang Clan, guerrieri a conoscenza della letale tecnica di combattimento, che tradirono l’Abate poichè loro volevano diffondere a tutti l’insegnamento della loro tecnica di combattimento al contrario dell’Abate. Il Wu-Tang Clan distrusse il tempio e uccise i monaci e girò per il mondo diffondendo l’insegnamento delle tecniche Wu-Tang raccogliendo discepoli e cercando di formare un’armata invincibile con lo scopo di dominare il mondo. Ma i soldati inziarono a battersi tra di loro per avere il potere così il loro perfido piano andò a monte e la tradizione Wu-Tang si perse. la leggenda racconta che il Wu-Tang Clan un giorno tornerà per portare a termine il suo progetto…

Ma tralasciamo la leggenda e ritorniamo al gruppo. I tre inziano a girare per i quartieri facendo sentire a tutti le loro rime e il loro già notevole stile. I tre però non possono andare avanti così per sempre, The Genius si da da fare e con l’esperienza accumulata in tutti questi anni da alla luce il suo primo album “Words From The Genius” sotto l’etichetta “Cold Chillin’, l’unico album di un componente del Clan a precedere “Enter The Wu-Tang”. Prince Rakeem firma un contratto con la “Tommy Boy” pubblicando un singolo da party di tre tracce intitolato “Ooh I Love You Prince Rakeem”. Furono più o meno tutti e due dei fiaschi ma nonostante tutto Genius e Rakeem non si danno per vinti coscienti di avere le capacità per sfondare. Lasciano ognuno le rispettive case discografiche e tornati nel quartiere “Shaolin” con in mente un progetto grandioso. Prince Rakeem, The Genius e Unique Ason chiamano per questo progetto il loro vecchi amici per formare un gruppo con in comune due cose: le capacità nell’arte dell’mcing e soprattutto la passione per le arti marziali, filo condttore che tiene da sempre unito il gruppo. Così a Prince Rakeem, The Genius e Unique Ason, che cambiano il loro nome rispettivamente in RZA, Genius GZA e Ol’ Dirty Bastard pur mantenendo svariati a.k.a., si uniscono Raekwon The Chef, GhostFace Killah, Inspectah Deck, Method Man, U-God e più tardi anche Masta Killa. Il nome del gruppo è destinato a diventare una leggenda dell’hip-hop: Wu-Tang Clan.
Wu-Tang Clan
Il Wu-Tang Clan pubblica un demo contenente la famosissima “Protect Ya Neck” e “After The Laughter”, più conosciuta come “Tearz”. Visto il grandissimo successo a livello underground la “Loud Records” si convince a scritturare il gruppo pur lasciando a ogni componente la liberta dei intraprendere i propri progetti solisti con altre label. Il risultato è la ristampa del singolo “Protect Ya Neck” ma stavolta sul lato B vi era “Method Man”. Il 1993 è l’anno della più grossa rivoluzione nel mondo dell’hip-hop, l’uscita di “Enter The Wu-Tang: 36 Chambers”. Quest’album cambiò totalmente gli standard del rap che passava quegli anni, il modo di produrre era totalmente innovativo, gli mc del gruppo sono tra i più talentuosi che la scena americana abbia mai conosciuto, insomma, fu la svolta. Fu un successo incredibile, canzoni come “Protect Ya Neck”, “Method Man”, “C.R.E.A.M.”, Tearz”, Shame On A Nigga” sono tutt’ora capolavori che ancora oggi suonano fantastici ma che al tempo erano una novità assoluta.

Iniziano a susseguirsi i vari progetti solisti del gruppo, su tutti “Liquid Swords” di Genius GZA, “Only Built 4 Cuban Linx” di Raekwon e “Tical” di Method Man.Il Wu-Tang Clan è la realtà hip-hop più innovativa degli anni e dopo l’enorme successo di “Enter The Wu-Tang: 36 Chambers” è la volta 4 anni dopo di un’altro kolossal dell’hip-hop, si tratta del doppio album “Wu-Tang Forever”. Il Clan però attraversa anche momenti bui e ne è un’esempio il periodo dopo “Wu-Tang Forever”. Dopo i vari progetti solisti tra alti e bassi arriva nel 2000 il terzo album del Clan che forse tradisce un po’ le aspettative ed è quello che a detta di molti e anche a mio parere è l’album meno bello del Wu-Tang Clan, ovvero “The W”. Gli album solisti più interessanti in questi anni sono “Supreme Clientele” di GhostFace Killah e “The Pillage” del decimo mebro del Wu-Tang, ovvero Cappadonna. Ma ricordiamoci che il Wu-Tang Clan non è solo composto da 9 membri, i numerosissimi mc e le numerosissime crew affiliate al Clan sono in continuo fermento e le uscite discografiche della famiglia Wu-Tang si susseguono con i vari album di Killah Priest, Sunz Of Man e Killarmy.
Wu-Tang Clan 2
Il Wu-Tang Clan è un vero e proprio impero, visto il grandissimo successo il gruppo decide di investire anche in altri campi lanciando la “Wu-Wear”, una linea d’abbigliamento e addirittura una linea di cosmetici e una catena di coiffure oltre ad un videogioco per Play Station, “Wu-Tang: Taste The Pain”.
Nel 2001 esce l’album che tutti attendevano, un’album che da nuova vita al Clan, “Iron Flag”. Un’album di cui si sentiva il bisogno dopo il periodo buio. Un’album di cui si sente ancora il bisogno ora dato che il Clan dopo “Iron Flag” si è disunito, i componenti si sono dati tutti ai loro progetti solisti più o meno belli senza prestare più dedizione al proprio gruppo d’origine. Ma ormai il la vita di quello che è il fenomeno hip-hop più rilevante degli anni ‘90 ( se non di sempre) sembra agli sgoccioli. La rivalità interna tra RZA e U-God sta logorando l’unità che gli aveva sempre contraddistinti in tutta la loro splendida, invidiabile carriera. Il supergruppo si riavvicina comunque nel 2004, quando viene a mancare il poltergeist del Clan, Ol’Dirty Bastard, una vita sempre ai limiti. La perdita dell’amico e compagno porta una ventata di novità e freschezza, e due anni dopo, nel 2006, comincia la resurrezione della W. Ghostface, Meth, Inspectah Deck e Masta Killa pubblicano dischi che fanno sorridere i fan accaniti, giungendo anche ad interessanti risultati commerciali (”Fishscale” di Ghost conquista il disco d’oro). E’ previsto per il 2007 l’ultimo disco del Wu-Tang, “8 Diagrams”, che decreterà il ritiro dalle scene di RZA e, forse, la fine definitiva di una leggenda.
Ma comunque sia il Wu-Tang Clan è uno di quei gruppi che resteranno per sempre nella memoria degli amanti dell’hip-hop nonostante tutti i problemi e vari album non proprio alla loro altezza. Il Wu-Tang Clan resta il Wu-Tang Clan. E su questo non si discute.

RZA (a.k.a. Prince Rakeem, The Abbot, Rzarector, Bobby Digital, Bobby Steels, Ruler Zig Zag Zig Allah)
RZA
RZA, il cui vero nome è Robert Diggs si può definire quello che è un po’ il capo carismatico del Clan, il membro più attivo e conosciuto. svolge sia l’attività di produttore sia quella di dj e di mc. E’ un po’ il frontman del gruppo, il leader nonchè il padre fondatore del Clan assieme ai cugini GZA e Ol’ Dirty Bastard. Iniziò nel 1991 con un singolo un po’ party dal titolo “Ooh i love you Prince Rakeem” sotto la “Tommy Boy che non riscosse tanto successo. RZA è uno dei più grandi produttori nella storia dell’hip-hop indubbiamente, ha firmato con i suoi classici suoni che da ormai 11 anni fanno scuola la maggior parte dei prodotti targati Wu-Tang Clan, quindi “Enter The Wu-Tang: 36 Chambers”, “Wu-tang Forever”, “The W” e “Iron Flag”, ma anche “Tical”, “Liquid Swords”, “Only Built 4 Cuban Linx..”, “IronMan”…RZA ovviamente non concentra tutte le sue capacità sul Clan ma intraprende progetti solisti e con altri artisti di notevole successo. Su tutti il gruppo Gravediggaz assieme a Prince Paul degli Stetsasonic con cui pubblica “6 Feet Deep” e “The Pick, The Sickle And The Shovel”. La particolarità di RZA è nelle svariate personalità che associa a ogni suono ed è così che pubblica i suoi lavori solisti con diversi pseudomini a seconda del suono. Nel 1998 esce il suo primo disco solista nelle vesti di Bobby Digital, “As Bobby Digital In Stereo”. Anche il secondo disco solista è prodotto da Bobby Digital, “Digital Bullet”. Nel 2003 sono uscite la compilation “The World According To RZA”, album a cui partecipano artisti di svariati paesi (tra cui anche il nostro Frankie Hi-Nrg Mc) e “Birth Of A Prince”. RZA non è attivo solo in campo hip-hop ma ha curato anche le colonne sonore dei film “Ghost Dog” del 2000 e “Kill Bill” del 2003.

Genius GZA (a.k.a. The Genius, Maximillion, The Head, Justice, Allah Justice)
GZA
Gary Grice, ovvero GZA, è il membro più anziano del Clan e quello che viene considerato l’mc più talentuoso del gruppo e uno dei migliori di sempre. E’ l’unico ad aver pubblicato un’album da solista prima di “Enter The Wu-Tang”, si tratta di “Words From The Genius”, pubblicato sotto la “Cold Chillin’” che lasciò dopo il fallimento del suo album. Pubblicò il suo secondo album solista nel 1995, “Liquid Swords”, un capolavoro che ebbe grande successo. Il suo terzo album solista intitolato “Beneath The Surface” esce nel 1999 e tre anni dopo esce il suo quarto album, “Legend Of The Liquid Sword” dove curiosamente partecipa il figlio di 12 anni Young Justice. GZA ha collaborato anche con DJ Muggs, produttore dei Cypress Hill, ad un album dall’insolita identità quale “Grandmasters”.

Ol’ Dirty Bastard (a.k.a. Unique Ason, Big Baby Jesus, Ol’ Dirt Dog, Osirus, Cyrus, Dirt Mc Girt, The ODB, Joe Bananas)
ODB
Russel Jones, ovvero Ol’ Dirty Bastard è sicuramente il membro più visionario, eccentrico e divertente del Clan. Una mentalità contorta che ha sempre avuto problemi con la giustizia. La sua musica è piena di riferimenti a droghe, violenza ma comunque ricche di un’ironia che l’ha sempre contraddistinto. I suoi album solisti riflettono sicuramente quella che è la sua personalità imprevedibile, il primo album è “Return To the 36 Chambers” del 1995 seguito 4 anni dopo da “Nigga Please”. Il suo ultimo album è stato un fiasco incredibile, è stato registrato durante la sua latitanza, è uscito nel 2003 e s’intitola “The Trials And The Tribulations Of Russel Jones”, titolo emblematico, è un po’ un resoconto della sua latitanza e del periodo difficile in cui era ricercato dalla polizia. Attualmente è in libertà e pare stia lavorando a un nuovo album.

Raekwon (a.k.a. The Chef,Shallah Raekwon, Lou Diamonds, Lex Diamonds)
Raekwon
Corey Woods a.k.a. Raekwon si è sempre distinto come uno degli mc più potenti del Clan. Tutta la sua potenza si esprime al massimo in un’album storico targato Wu-Tang Clan, si tratta di “Only Built 4 Cuban Linx..” in cui tutti i componenti del clan si immedesimano in una famiglia di mafiosi chiamata Wu-Gambinos, tutti i componenti cambiano nome per raccontare le loro storie attraverso pantomime criminali. Raekwon ha aperto un po’ la strada ad alcuni gangsta rapper che oggi fanno questo genere di rap. Raekwon e Ghostface Killah sono la coppia che ha collaborato di più assieme, notevoli i featuring di Ghost, guest star in “Only Bult 4 Cuban Linx..” e quelli di Rae in “IronMan” e in Bulletproof Wallets” di GhostFace Killah. Raekwon non è però mai riuscito a tornare ai livelli di “Only Built 4 Cuban Linx” coi successivi album “Immobilarity (1999) e “The Lex Diamond Story” (2003).

GhostFace Killah (a.k.a. Tony Starks, General Tony Starks, Ironman, Sun God, Starkey Love, GFK, The Pretty Toney, The Wally Champ)
Ghostface
Il mistero avvolgeva la vera identità di Dennis Coles, GhostFace Killah ai tempi di “Enter The Wu-Tang”. Infatti Ghost ai tempi girava con il volto coperto perchè ricercato dalla polizia. Solo nel video di “Can It Be So Simple” si rivelò il vero volto di Ghostface Killah. Con Raekwon forma una coppia inossidabile da sempre, dai tempi in cui era guest star nell’album di Rae “Only Built 4 Cuban Linx..”. Il suo primo album solista è sicuramente uno dei migliori dei solisti, si tratta di “IronMan” del 1996. Un altro notevole successo fu “Supreme Clientele” del 2000 seguito l’anno dopo da “Bulletproof Wallets”. Il suo ultimo album, “Fishscale”, ha decretato il ritorno in auge del Clan, ospitndo su un’unica traccia “9 Milli Bros” l’intera formazione. Cosa che non succedeva da anni.

Method Man (a.k.a. Mr. Meth, Johnny Blaze, Ticallion Stallion, The Iron Lung, Hott Nickels, Tical, Methtical, Shakuan, Hot Nixon, Ghost Rider, The MZA, Long John Silver)
Method Man
Clifford Smith, meglio conosciuto come Method Man è il membro più celebre del Clan. Sono notevoli i suoi featuring, e i suoi album solisti e soprattutto assieme a Redman forma da anni una delle coppie più stilose e divertenti dell’hip-hop. Method Man si fa notare subito con il singolo omonimo “Method Man” nel 1992 arrivando a diventare il membro più richiesto grazie al suo notevole stile sia nel rappare che nei suoi atteggiamenti. Nel 1994 esce il suo primo e celebre disco solista, “Tical”. L’anno successivo pubblica un EP assieme a Mary J. Blige “All I Need”, contenente il singolo “I’ll Be There For You”. Nel 1995 vi è la prima collaborazione con l’eccentrico Redman, con il quale pubblica il singolo “How High” che riscuote notevole successo. Nel 1998 Method pubblica il suo secondo album di ben 28 tracce, “Tical 2000: Judgement Day”. Nel 1999 è la volta dell’album assieme a Redman, “Blackout!”, disco destinato a far scuola, successivo a un’album di remix, “Tical Alter Ego”. Nel 2001 Method e Redman registrano la colonna sonora del film “How High”, secondo album della coppia. Nel 2004 è uscito il suo terzo album solista, “Tical 0: The Prequel”, da tanti definito un pessimo lavoro, seguito dal ben più acclamato “4:21…The Day After”.

Inspectah Deck (a.k.a. Rebel INS, Rollie Fingers, Fifth Brother, Ayatollah, Manifesto)
Inspectah Deck
Jason Hunter è Inspectah Deck, ottimo mc forse poco in vista ma che ha fatto sempre la sua ottima parte in tutti i lavori del Wu-Tang Clan, pur restando sempre un po’ in disparte. Ha collaborato con tantissimi artisti tra i quali Gang Starr e 7L & Esoteric. Oltre a cavarsela notevolmante come mc Inspectah Deck ha prodotto basi per alcuni dei suoi compagni del Clan e soprattutto per il suo primo album solista “Uncontrolled Substance” (1999). Nel 2003 è uscito il suo secondo e ultimo album intitolato “The Movement”. Pare che sia al lavoro per il nuovo album, “The Rebellion”, anticipato da un ottimo mixtape quale “The Resident Patient”.

Masta Killa (a.k.a. Jamal, High Chief, Noodles, Jamel Irief)
Masta Killa
Masta Killa (vero nome Eugene Turner) è il membro meno conosciuto del Clan nonostante sia uno degli mc più talentuosi del gruppo. E’ stato l’ultimo a unirsi al gruppo prima di “Enter The Wu-Tang”. Masta Killa sicuramente è stato uno dei meno attivi in campo solista dato che il suo primo album è uscito solo nel 2004, “No Said Date”, un album che serviva al Clan ora che tutti i suoi membri sono disuniti e stanno disseminamdo album improponibili.

U-God (a.k.a Golden Arms, Baby-U, Lucky Hands, U-Godzilla, 4 Bar Killer)
U-God
Lamont Hawkins a.k.a. U-God fa parte del Clan fin dagli inizi ma non si è mai distinto per personalità o carisma. Nonostante tutto le sue abilità liriche non sono mai state un mistero. Ha pubblicato duealbum solista nel 1999 dal titolo “Golden Arms Redemption”, “Mr. Excitement” e un’album assieme alla sua crew, gli Hillside Scramblers, dal titolo appunto di “U-Godzilla Presents: The Hillside Scramblers”.

Discografia

Enter The Wu-Tang (36 Chambers) (Loud, 1993)
Wu-Tang Forever (Loud, 1997)
Wu-Tang Records Presents Wu-Chronicles (Wu-Tang, 1999)
The W (Loud, 2000)
Wu-Tang Records Presents Wu-Chronicles Chapter II (Priority, 2001)
Iron Flag (Loud, 2001)
Disciples of the 36 Chambers: Chapter I (Sanctuary, 2004)
Legend of the Wu-Tang Clan (BMG, 2004)
8 Diagrams (SRC, 2007)

Solisti:

RZA:

Bobby Digital - In Stereo (Columbia, 1998)
The RZA Hits (Epic, 1999)
Ghost Dog The Way Of The Samurai - The Album (Razor Sharp, 2000)
Bobby Digital - Digital Bullet (Columbia, 2001)
The World According To RZA (Virgin, 2003)
Birth Of A Prince (Sanctuary, 2003)
RZA presents: Afro Samurai OST (Koch, 2007)

GZA:

Words From The Genius (Cold Chillin’, 1991)
Liquid Swords (Geffen, 1995)
Beneath The Surface (MCA, 1999)
Legend Of The Liquid Sword (MCA, 2002)
Grandmasters (w/ DJ Muggs) (Angeles, 2005)
Grandmasters Remix (w/ DJ Muggs) (Angeles, 2007)

Ol’ Dirty Bastard:

Return To The 36 Chambers (Elektra, 1995)
Nigga Please (Elektra, 1999)
The Trials And Tribulations Of Russell Jones (Riviera, 2002)
Definitive Ol’ Dirty Bastard Stories (Elektra, 2005)

Raekwon:

Only Built 4 Cuban Linx… (Loud, 1995)
Immobilarity (Loud, 1999)
The Lex Diamond Story (Universal, 2003)

Method Man:

Tical (Def Jam, 1994)
Tical 2000: Judgement Day (Def Jam, 1998)
Blackout! (w/ Redman) (Def Jam, 1999)
How High OST (w/ Redman) (Def Jam, 2001)
Tical 0: The Prequel (Def Jam, 2004)
4:21…The Day After (Def Jam, 2006)

Ghostface Killah:

Ironman (Epic, 1996)
Supreme Clientele (Razor Sharp/ Epic, 2000)
Bulletproof Wallets (Epic, 2001)
Shaolin’s Finest (Best Of) (Epic, 2003)
The Pretty Toney Album (Def Jam, 2004)
718 (w/ Theodore Unit) (Sure Shot, 2004)
Put it on the Line (w/ Trife da God) (Starks Enterprises, 2005)
Fishscale (Def Jam, 2006)
More Fish (Def Jam, 2006)
The Big Doe Rehab (Def Jam, 2007)

Inspectah Deck:

Uncontrolled Substance (Relativity, 1999)
The Movement (Koch, 2003)
The Resident Patient (Urban Icon, 2006)

Masta Killa:

No Said Date (Nature Sounds, 2004)
Made in Brooklyn (Nature Sounds, 2006)

U-God:

Golden Arms Redemption (Priority, 1999)
U-Godzilla presents: The Hillside Scramblers (Sinergy, 2004)
Mr. Xcitement (Free Agency, 2005)

El Coma