AZ - The Format

26 Giugno 2008, Pubblicato in Senza categoria da SilentKiller

(Quiet Money, 2006)

The Format

E rieccoci a parlare di Mister Anthony Cruz, a solo un anno di distanza da “A.W.O.L.”. Il rapper di Brooklyn ha infatti cominciato a fare sul serio con la sua etichetta indipendente, la “Quiet Money Records” (che sfrutta la distribuzione della FastLife Music), e ha tirato fuori il secondo album in due anni, dopo le mille difficoltà di “Final Call”.
Az si ripresenta al pubblico con “The Format”, e le attese per quest’album erano davvero altissime. Anticipo subito che anche stavolta, Az si è confermato come uno dei rapper più concreti di sempre, sempre nella sua (altissima) media, e ahimé, sempre molto sottovalutato.
Questo “The Format” è un album breve (12 tracce con una bonus track nell’edizione speciale), e personalmente preferisco questo tipo di prodotti quando sono ben fatti. Az chiama alle produzioni il fido Emile, J.Cardim, Statik Selektah, Fizzy Womack (aka Lil’ Fame degli M.O.P.) e il leggendario DJ Premier, insomma, “squadra che vince non si cambia”.
Il disco si apre con “I Am The Truth”, con una produzione a dir poco splendida di Fizzy, che si riscatta dal mezzo disastro che fece in “Az’s Chillin”. Az attacca in modo impressionante facendo un’intro a dir poco perfetta. Segue il primo featuring del disco, in cui compaiono giustamente gli M.O.P., che ribaltano l’atmosfera di “I Am The Truth”, per regalarci un pezzo devastante in cui si alternano tutti al ritornello ripetendo la prima parte dello strofone che Az fece in “New York”. Molto bene anche qui, con gli M.O.P. che riappaiono insieme a distanza di tempo, dimostrando di non aver perso lo smalto! Dopo due bei pezzi come “Get High” e “Make Me” con l’amico Fresh, arriva l’altro featuring di spicco del disco, contenuto in “Rise & Fall”. Insieme ad Az vanno infatti a rappare Phonte e Big Pooh, al secolo i Little Brother! La traccia ha un sapore molto introspettivo, grazie all’ottima base co-prodotta da J.Cardim e lo stesso Phonte. Molto bene anche i tre mc’s (e c’erano pochi dubbi al riguardo..). Arriviamo a metà disco con una traccia che circolava da parecchio nel circuito mixtape: “Animal”. Base malinconica di Statik, ed un grandioso Az che snocciola versi spaventosi, mentre Biggie “esegue” il ritornello. Dopo la discutibilissima “Doing That”, arriva un’altra perla firmata J.Cardim: “This Is What I Do”. Traccia pressoché perfetta, con Anthony che su queste basi tira fuori il meglio di sé, ed il risultato è quello che è. La traccia numero 9 è qualcosa di esemplare. E alla produzione non poteva che esserci DJ Premier, che fornisce il tappeto della title-track, “The Format” appunto. Base direi “atipica” per Preemo, che con suoni quasi ipnotici fornisce una base molto particolare, e di grande effetto. Magnifici come sempre gli scratch al ritornello, mentre cosa potrei dire di Az? Basterebbe riportare la rima con cui conclude la seconda strofa:

“It’s obvious that I’m real / rap skills remains / I took some change and I’m still the same”

Devastante, come al solito. E dopo la sbornia del primo singolo (accompagnato dall’ottimo video), J.Cardim tiene su il livello, firmando la terza ottima produzione del disco, con “Vendetta”. Il campione è stato utilizzato più volte (da Fat Joe per “Fight Club” o dai Beatnuts per “Yae Yo”, giusto per dirne due), ma l’effetto è devastante anche stavolta, e Az (coadiuvato anche stavolta da Fresh) sputa fuoco e fiamme. Segue “Game Of Life”, traccia molto carina, con le vocine pitch-ate che ricordano molto “Never Change”. Emile (che ha già prodotto “Make Me”, “Get High” e la stessa “Game Of Life”) firma il quarto beat con “Royal Salute”, anche questa già nota nel circuito mixtape. E’ infatti un diss al buon 50 Cent che Az liquida con un “You can never fuck with me”, e gli diamo assolutamente ragione. Ottimi poi gli scratch finali (di Premier, presumibilmente), che riprendono la frase di Jay-Z: “the ruler’s back”.
E’ in effetti è tornato alla grande, con un altro album solidissimo, che non ripete i fasti di “A.W.O.L.”, ma ci va molto molto vicino, distaccandosi prepotentemente dalla media delle recenti uscite. Nel booklet di “A.W.O.L.”, lo stesso Az scrisse di avere ancora 5 album da fare, questo è il primo.. aspettiamo trepidanti gli altri 4 allora!

Voto: 8/10

01. I Am The Truth
02. Sit ‘Em Back Slow (ft. M.O.P.)
03. Get High
04. Make Me! (ft. Fresh)
05. Rise & Fall (ft. Little Brother)
06. Animal
07. Doing That (ft. JahJah)
08. This What I Do
09. The Format
10. Vendetta (ft. Fresh)
11. Game Of Life
12. Royal Salute

SilentKiller

Pete Rock

26 Giugno 2008, Pubblicato in Senza categoria da Supagano

Pete Rock, vero nome Peter Philips, uno dei produttori più rispettati ed amati di sempre, nativo di New York, comincia la sua carriera grazie al programma radiofonico WBLS, condotto da Marley Marl. E’ così che comincia a lavorare con diversi rappers del periodo, quali il cugino Heavy D, Slick Rick, EPMD e i Run DMC. La prima, vera, solida collaborazione è legata al duo condiviso con l’ottimo MC C.L. Smooth. Debutta con “All Souled Out EP”, che presenta la coppia all’America. I due riscuoteranno molti altri consensi grazie agli album “Mecca & The Soul Brother” e “The Main Ingredient”, giudicato un classico. La collaborazione si interrompe con l’incessante avanzare del gangsta rap nel campo musicale e Rock può dedicarsi a molti altri artisti. E’ difatti lui a firmare basi per i dischi d’esordio di Nas (”The World Is Yours”) e Redman (”How To Roll A Blunt”). Comincia inoltre a realizzare diversi remix, andando a formare un roaster tra i più invidiabili nel campo delle produzioni. Brand Nubian, Public Enemy, House Of Pain, Das EFX…di tutto di più.
Pete Rock
Lavora alle colonne sonore dei film “Menace To Society”, “Poetic Justice” e “Who’s The Man”. Pete, dopo un periodo dedicato alla radio, torna nel 1998 con “Soul Survivor” (Loud/RCA), coronando una carriera di grandi produzioni con nomi quali Wu-Tang Clan, Mobb Deep, Noreaga e molti altri. Il disco riscuote un ottimo successo a livello underground, consolidando i pareri sempre positivi riguardanti le sue produzioni. La cosa che colpisce, senza ombra di dubbio, è lo stile con cui il beatmaker campiona, inconfondibile, visibilmente influenzato dalla musica black “di alta caratura” quale il jazz o la musica soul. Non per niente viene spesso affiancato ad altri pionieri della produzione, nomi come quelli dei colleghi Dj Premier o Ski, ed è stato spesso citato come fonte d’ispirazione da produttori quali 9th Wonder.
Pete Rock 2
Dopo la Lord, firma per la BBE, per la quale pubblica un altro lavoro coi fiocchi, “Petestrumentals”. Altro disco, altro colpo, nonostante siano solo beats. Arriva il 2003 e Peter decide di rispolverare un pò gli anni ‘90, creando così “Lost & Found”, raccolta in due CD di canzoni “dimenticate”, rigorosamente underground. La raccolta è divisa in determinate parti: nel primo disco troviamo il “Center Of Attention”, che raggruppa canzoni per il gruppo chiamato Ini, con gente come Grap Luva, Rob-O e Marco Polo; il secondo disco contiene invece “The Original Baby Pa”, dove invece la parte rappata è affidata a Deda, e le produzioni sono databili attorno alla prima metà degli anni ‘90, la golden age della quale Pete è stato degno protagonista ed è tuttora rappresentante, per intenderci.

A distanza di 6 anni dal gioiello, nel 2004 esce “Soul Survivor II”, nuova compilation di inediti di fattura Pete Rock con guests quali dead prez e Pharoahe Monch. E, per rinsaldare i pareri positivi sulle sue composizioni, il genio proveniente da Mount Vernon dona al mercato “Surviving Elements”, altra mina interamente strumentale. Nel 2006 pubblica invece “Underground Classic”, una sorta di aperitivo, visto l’LP in cantiere “NY’s Finest” al quale dovrebbero partecipare MC come MF Doom e i L.O.X.

Discografia

Soul Survivor (Loud, 1998)

01. Soul Survivor (Intro)
02. Tru Master
03. Half Man Half Amazin
04. Respect Mine
05. Tha Game
06. #1 Soul Brother
07. Rock Steady, Pt. 2
08. Truly Yours ‘98
09. It’s About That Time
10. One Life to Live
11. Take Your Time
12. Mind Blowin’
13. Soul Survivor
14. Da Two
15. Verbal Murder 2
16. Strange Fruit
17. Massive (Hold Tight)

PeteStrumentals (BBE, 2001)

01. A Little Soul
02. Play Dis Only at Night
03. Someting Funky
04. For the People
05. Hip Hopcrisy
06. Smooth Sailing
07. Pete’s Jazz
08. The Boss
09. Get Involved
10. Give It to Y’all
11. Walk on By
12. Cake
13. What You Waiting For
14. Nothin’ Lesser (Jamie’s Mix)

Lost & Found: Hip Hop Underground (BBE, 2003)

Disc 1:
01. Intro
02. No More Words
03. Step Up
04. Think Twice
05. Square One
06. The Life I Live
07. KrossRoads
08. To Each His Own
09. Fakin Jax’
10. What You Say
11. Props
12. Center of Attention
13. Grown Man Sport
14. Mind Over Matter
15. Don’t You Love It
16. Microphonist Wanderlust

Disc 2:
01. Everyman
02. Baby Pa
03. How I’m Livin
04. Blah Uno
05. Can’t Wait
06. I Originate
07. Markd4Death
08. Nasty Scene
09. Nothing More
10. Press Rewind
11. Rhyme Writer
12. Too Close
13. Understand?

Soul Survivor II (BBE, 2004)

01. Truth Is
02. We Good
03. Just Do It
04. Give It to Ya
05. It’s the Postaboy
06. It’s a Love Thing
07. One MC One DJ
08. Beef
09. No Tears
10. Head Rush
11. Fly Till I Die
12. Warzone
13. Da Villa
14. Niggaz Know
15. Appreciate

Surviving Elements: From Soul Survivor II Sessions
(BBE, 2005)

01. You Remind Me
02. Hop, Skip & Jump
03. Strut, (Pimp)
04. Glowing
05. Smoking Room Only
06. Flying
07. Marching On
08. Placebo
09. Standard
10. Midnight And You
11. Fairground
12. Stormy Weather
13. Hip 2 Hip
14. U Are What U Are
15. Intrigue

Underground Classics (Rapster, 2006)

01. Give It To Ya’ll
02. Game of Death (ft. The UN)
03. Boston (ft. Edo G)
04. Ain’t No Thang (ft. The UN)
05. Back on the Block (ft. CL Smooth)
06. Fakin’ Jax (ft. INI)
07. Grown Man Sport (ft. INI)
08. Stop Dat (ft. Edo G)
09. Situations (ft. Edo G)
10. Whatcha Say (ft. INI)
11. Step Up (ft. INI)
12. Center of Attention (ft. INI)
13. Nothin Lesser (ft. The U.N.)
14. Collector’s Item (ft. Grap Luva)

-Album realizzati con CL Smooth

All Souled Out (Elektra, 1991)

1. Good Life
2. Mecca & The Soul Brother
3. Go With The Flow
4. The Creator
5. All Souled Out
6. Good Life (Group Home Mix)

Mecca and the Soul Brother (Elektra, 1992)

01. Return of the Mecca
02. For Pete’s Sake
03. Ghettos of the Mind
04. Lots of Lovin’
05. Act Like You Know
06. Straighten It Out
07. Soul Brother #1
08. Wig Out
09. Anger in the Nation
10. They Reminisce Over You (T.R.O.Y.)
11. On and On
12. It’s Like That
13. Can’t Front On Me
14. The Basement
15. If It Ain’t Rough, It Ain’t Right
16. Skinz

The Main Ingredient (Elektra, 1994)

01. In the House
02. Carmel City
03. I Get Physical
04. Sun Won’t Come Out
05. I Got A Love
06. Escape
07. The Main Ingredient
08. Worldwide
09. All The Places
10. Tell Me
11. Take You There
12. Searching
13. Check It Out
14. In The Flesh
15. It’s On You
16. Get On The Mic Date

Joe Slaves

Omega One - The Lo-Fi Chronicles

26 Giugno 2008, Pubblicato in Senza categoria da SilentKiller

(Ninja Tune, 2005)

Il 2005 è l’anno in cui anche Omega One, dj (tutti suoi gli scratch di “Music By Cavelight”) con velleità di produttore, (ricordiamo la produzione di “Sick Friend”, “Skip Town” e “Coma” per Aesop Rock e il progetto a quattro mani con Blockhead “We Didn’t Invent The Remix” che è passato ingustamente inosservato) si cimenta nella produzione di un intero disco solista con lui e le sue macchine al centro della scena per 15 tracce che ci portano in un viaggio completamente astratto, quasi entrassimo nel mondo della copertina (opera dello stesso Omega). “The Lo-Fi Chronicles” è un susseguirsi di campionamenti raffinati, elettronica dove serve e melodie ricostruite sorrette da beat altamente elaborati. Un disco che in quanto a cura e precisione sonora ma anche in realazione alla quantità di sentimenti (più che altro malinconici) espressi è paragonabile al ben più blasonato “Music By Cavelight”; un lavoro di ricerca musicale più che di ricerca tecnica. Basti sentire come il nostro amico Omega lega melodie struggenti a ritmiche veloci nella splendida “Memento” e in “Mom’s Revolver”, la ricercatezza bel beat di “Paper Bag Boxer”, il cartello colombiano che ci si para davanti in “The Hashishin”, le meravigliose “Off The Horizon” e “Joint Operation” che non potrete fare a meno di mettere in repeat. Giusto per non farci mancare nulla troviamo anche dell’ottimo rap in due tracce di questo disco; infatti troviamo il grande I Self Devine (Micranots) in “I Want It All” che ha anche uno dei beat più belli del disco e LoDeck, componente della Atoms Family persosi per strada, in “Coup D’Etat”. Sembra a questo punto lecito aggiungere anche Omega One alla lista dei produttori del disco ideale. Ancora un’altra volta la Nature Sound fa centro.

Voto: 8/10

1. Just A Sample (Intro)
2. Body Double
3. Memento
4. T.a.B
5. Paper Bag Boxer
6. Mom’s Revolver
7. Off The Horizon
8. Interlude One
9. I Want It All (Ft. I Self Divine)
10. The Hashishin
11. Joint Operation
12. Interlude Two
13. 20 Million Miles
14. Cliff Banger
15. Coup D’Etat (Feat. LoDeck)

El Coma

The Juggaknots - Clear Blue Skies

26 Giugno 2008, Pubblicato in Senza categoria da SilentKiller

(Fondle ‘Em, 1996)

Ecco che significa parlare di underground; nessuno di quei discorsi “l’underground è meglio del mainstream perchè il rap lo fanno per passione” che ci hanno letteralmente rotto le palle, ma un discorso di ingiustizia e cattiva distribuzione che non rende merito a capolavori che devono aspettare 7 anni prima che qualcuno si accorga di loro e pensi bene di riportarli in vita facendo pentire persone che a frustate sulla schiena si ripetono “perchè non ci abbiamo pensato prima?” E’ questo il danno di alcune uscite underground, restano capolavori troppo di nicchia per essere apprezzati a dovere. Il disco di cui si parla ora è “Clear Blue Skies” dei fratelli newyorkesi Juggaknots, al secolo Buddy Slim (produttore e mc) e Breezly Brewin (mc) a cui in seguito, nel “Re-Release” uscito nel 2003 sotto la “Third Earth Music”, si unì un’altra mc, ovvero la sorella dei due Lady Heroin (Herawin). Ma io vorrei parlare dell’originale “Clear Blue Skies Ep”, 9 tracce splendide uscite nel 1996, esclusivamente in vinile per la label di Bobbito Garcia, la Fondle ‘Em Records. Perchè tanti (troppi) hanno sottovalutato e fatto passare nel silenzio totale un disco di questo calibro? Un disco confezionato da due veri artisti; Buddy Slim alle macchine crea strumentali degne di nota e al microfono si destreggia uno degli mc più sottovalutati di sempre, ovvero Breezly Brewin, dotato di tecnica e contenuti, pacato e aggressivo a seconda dei momenti. Non esiste traccia da skippare, ma giusto alcune più degne di nota delle altre; “Romper Room”, la cupa e minacciosa “I’m Gonna Kill You” (troppo assurda), la titletrack “Clear Blue Skies” che è quasi un rifacimento di “Fear Of A Black Planet” dei Public Enemy, “Troubleman” (la migliore) in cui i due mc cacciano delle strofe capolavoro e Breezly si supera in fatto di flow (”…The picture painted from the use of a noun and a verb might disturb / We make you say, “Damn that nigga’s crazy”/Well if we crazed, deranged well then we fittin/ If you say the world’s a normal place who the fuck you kiddin?/ Your mind’s blind if you say you haven’t seen this/ As I walk the fine line between insanity and genius.“) e la strana “Jivetalk” che pare appartenere al filone Company Flow (Brewin faceva parte degli Indelible Mc’s assieme a El-P, Bigg Jus e J-Treds). Per cui ragazzi datemi retta, se vi piace veramente questa musica non aspettate che vi tirino i dischi addosso, andate a cercare, scavate, scoprite, osate, potreste rimanere estremamente soddisfatti. Lavori come questo restano dei classici.

p.s.: è quasi impossibile trovare la versione di cui parlo, ma in ogni caso potete essere comunque ben contenti di sentire il “Re:Release”.

voto 9,5/10

1. The Hunt Is On
2. Troubleman
3. Jivetalk
4. Loosifa
5. Epiphany
6. Romper Room
7. Circle Pt. 1
8. Clear Blue Skies
9. I’m Gonna Kill U

El Coma

Allah Mathematics

26 Giugno 2008, Pubblicato in Senza categoria da Supagano

Mathematics nasce come Norman Porter nel Queens ed incontra la cultura hip-hop in tenera età. Impara, con il fratello maggiore che sarà un pò il suo tutore musicale, ad apprezzare i mixtapes di gente come GrandMaster Flash o The Treacherous Three. Le sue prime esperienze in campo hip-hop lo coinvolgono sotto la veste d’MC, si ispira molto a Spoonie Gee ed altri pezzi grossi della old school. Solo dopo si appassiona alla figura del DJ e organizza block-parties come DJ Mathematics. Il fratello lo avvicina al cugino Gary Grice, in arte GZA/Genius, che lo prende come DJ per il suo disco “Words From The Genius” (Cold Chillin’). Maestro dell’Allah Mathematics in campo di produzioni è RZA, altro futuro membro del Wu-Tang Clan, che svela i segreti delle macchine e dei campionatori. E’ così che comincia una vera e propria collaborazione con il Clan di Staten Island, la quale culminerà nel pre-Enter The Wu-Tang grazie all’ideazione da parte di Math del leggendario logo della W, il pipistrello del Clan.
Mathematics
Il nostro uomo verrà coinvolto solo più avanti nei progetti musicali del gruppo ma vanno ricondotte a lui alcune tra le basi più amate dai fans. Tra i beats più famosi quelli di “Whatever” da “No Said Date” (2004, Masta Killa), “Wu-Banga 101″ da “Supreme Clientele” (2000, GhostFace Killah) o ancora “Do You Really (Thang Thang)” da “The W” (2000, Wu-Tang Clan). Allah Mathematics ha partorito solo un sostanzioso disco per la sua Quewisha, ovvero “Love, Hell Or Right (Da Come Up)”, datato 2003. “The Problem” esce invece per la cara Nature Sounds, nel 2005, spinto da diverse bombe underground come “Spot Light”. Vi collabora un gran numero di artisti affiliati al Clan, ricordiamo RZA, Masta Killa e Method Man. Mr.Porter è apparso anche tra le produzioni dell’esperimento musicale “Think Differently Music: Wu Tang Meets The Indie Culture”, super-compilation realizzata con molti altri artisti come GZA/Genius, Aesop Rock, Del Tha Funkee Homosapien, RA The Rugged Man… Il 2006 è invece l’anno della sua prima raccolta di produzioni, “Soul of a Man”, uscita in doppio disco e triplo vinile. Le produzioni del primo disco sono totalmente inedite, mentre nel secondo sono presenti quelle dei suoi precedenti lavoro, rigorosamente strumenali. Il 2007 si apre con un DVD totalmente elaborato da Math, “The Beat Kings”, documentario sulle leggende della produzione americana, da Premier a Just Blaze, passando per Kanye West e Pete Rock.

Mathematics 2

Discografia

Love, Hell Or Right (Da Come Up) (Quewisha, 2003)

01. Intro
02. Pimpology 101
03. Thank U
04. Message To A Blackman (skit)
05. Justcantluv
06. Return Of Da Cobra (skit)
07. Hav Mercy
08. Respect Mine
09. Da Heist (skit)
10. Gangsta
11. Da Great Siege
12. Message From A Blackman (skit)
13. Real Talk (Pop’s Song)
14. Hip Hop 101
15. Queens Day 88
16. Alwayz N.Y.
17. Gun Talk
18. …On Da Radio (Skit)
19. Pimp Party (bonus track)
20. Outro
21. Da Way We Were

The Problem (Nature Sounds, 2005)

01. C What I C
02. Strawberries
03. Can I Rise
04. John 3:16
05. Winta Show
06. Two Shots Of Henry
07. Bullet Scar
08. Real Nillaz
09. Coach Talk
10. Rush
11. U.S.A.
12. Tommmy
13. Break Dhat
14. Spotlight

Soul of a Man (Nature Sounds, 2006)

Disc 1:
01. Untitled Track
02. Untitled Track
03. Untitled Track
04. Untitled Track
05. Untitled Track
06. Untitled Track
07. Untitled Track
08. Untitled Track
09. Untitled Track
10. Untitled Track
11. Untitled Track
12. Untitled Track
13. Untitled Track
14. Untitled Track
15. Untitled Track

Disc 2:
01. Untitled Track
02. Untitled Track
03. Untitled Track
04. Untitled Track
05. Untitled Track
06. Untitled Track
07. Untitled Track
08. Untitled Track
09. Untitled Track
10. Untitled Track
11. Untitled Track
12. Untitled Track
13. Untitled Track
14. Untitled Track
15. Untitled Track
16. Untitled Track
17. Untitled Track
18. Untitled Track
19. Untitled Track

Joe Slaves