2008, Gennaio - Rubo

 

Abbiamo intervistato Rubo, a qualche tempo di distanza dal suo primo lavoro, “Infinitebeats”, per farci raccontare i suoi progetti presenti, futuri e qualche altra curiosità.

 

DL: Allora, innanzitutto grazie ancora per averci concesso l’intervista.

R: Grazie a Voi del tempo e per lo spazio sul sito

DL: Infinitebeats è uscito ormai da un po’ di tempo. Cosa stai facendo e cosa hai fatto dall’uscita del disco?

R: Sono stato richiesto da un po’ di gruppi ed mcs, ho prodotto un paio di beats per Fedez, giovane e promettente mc di Milano, ho collaborato con i Fuoco Negli Occhi per lo street album che uscirà a brevissimo ed ho partecipato con loro come beatmaker esterno alla trasmissione AudioAmbiente su All Music presentata dai comici Pali e Dispari, è in programma l’uscita del disco di Fure Boccamara, sono presente anche lì, ho poi contribuito a livello di beats e suggerimenti al prossimo album del grande Shezan Il Ragio. Di tappeti musicali ne ho venduti svariati a gente dell’underground di Milano, Torino, Verona, Napoli e parteciperò a qualche mixtape distribuito gratuitamente sul web.

E’ in lavorazione un lp strumentale con FatFatCorFunk, sto mixando il primo disco di Kool Boy Classic, poeta reale della provincia di Milano nonché adepto dello stesso FatFat; ho mixato anche altra roba a livello vocale e strumentale, ascoltato diversi beats, album completi e dopo tanti candidati la mia scelta è ricaduta su un beatmaker di Trento: Freshbeat, che ho deciso di inserire nella squadra Infinitebeats. Fosse stato solo questo il mio impiego avrei senza dubbio prodotto un altro disco e partecipato a più progetti altrui anche gratuitamente, faccio quello che posso.

DL: Parliamo un po’ del disco, e delle collaborazioni, ci sono infatti pezzi con mc con cui lavori da tempo ma anche gente nuova per te. Come le hai scelte e con chi ti è piaciuto di più lavorare?

R: Sono contento di questa domanda, di certo con gente come Jack The Smoker, Ensi o FatFat avevo già lavorato e con loro sono riuscito a chiedere la presenza in più di un pezzo, non per questioni di minutaggio o per “tappare buchi” ma per altissima stima. Con Jack c’era anche in progetto un Lp, con Ale è come se ne avessimo fatti 4 per quanto mi ha tramandato ed Ensi ha promesso che prima o poi lo faremo assieme (un disco !!!). Marracash era una promessa quando l’ho scoperto, ora una certezza, Ghemon lo ascoltavo 8 anni fa, il suo demo lo facevo sentire in giro ma pochi capivano quanto fosse alto il suo potenziale, ora ci siamo resi tutti conto di quanto valga. Paura stessa cosa, ha poi sfornato un disco pieno di potenza, Cosang sapevo mi avrebbero regalato una hit underground su quel beat, per Gue Pequeno sto in adorazione dai tempi di Sacre Scuole, One Mic, Clementino e Mondo Marcio sono persone giovani e talentuose difficili da trovare e capaci di tenere un palco.

DL: Quando ti ho contattato per l’intervista mi hai detto che ti piacerebbe rivedere il prodotto finale. In fondo è normale, fa parte dell’evoluzione di un’artista, ma cosa in particolare vorresti modificare se potessi tornare indietro?

R: Avrei rivisto la qualità del suono, anche se campionando da dischi che hanno 30 anni è ben difficile avere brillantezza. Sicuramente mi sarei soffermato di più sull’esecutivo per spingere alcuni mcs a sforzarsi maggiormente nello scrivere un testo più reale e vicino alla loro vita, non è facile seguire una dozzina di artisti e soprattutto imporre delle direttive, specie quando c’è solo un ritorno di immagine o poche centinaia di euro in cambio, gli stimoli a dare il meglio non ci sono perché non c’è mercato, chi dava il massimo ora non ci crede più, si è ritrovato molte pacche sulle spalle, commenti positivi nei forum ma fa la stessa vita di merda di prima.

DL: Sei un appassionato di vinili, è cosa risaputa. Come hai iniziato a collezionarli, quando è nata la passione e su cosa si orientano i tuoi gusti musicali?

R: Circa 8 anni fa ho cominciato a spendere quello che guadagnavo 500, 1000, 2000 euro nel genere soul funk degli ‘80, non mi hanno aiutato né genitori né zie. Ho poi affinato le ricerche spostandomi nella vera essenza dei ’70; ad oggi mi capita di spendere quei soldi ma per portarmi a casa semplicemente una decina di ultra rare groove.

DL: Ho letto che hai preferito realizzare un qualcosa di solido in cd piuttosto che rendere il progetto disponibile via web, una scelta assolutamente comprensibile, ad ogni modo suggerisce una domanda classica: com’è il tuo rapporto con il web? La tua pagina MySpace è molto curata, così come il tuo sito..

R: Sì, è il mio modo di differenziarmi, di essere unico, la massa fa gli album senza passione, li mette in rete con la speranza di avere 10 000 ascolti, i brani vengono scaricati, ascoltati 7 secondi e rimossi dall’hard disk. Sarà anche il futuro della musica ma non lo condivido appieno, mi trovo in accordo se, per esempio, vedo che il sito che hosta l’album scaricabile gratuitamente è serio, organizzato e soprattutto ha uno sponsor che provvede a far girare dei soldi.

Ho un ottimo rapporto col web per motivi di lavoro perché mi occupo anche della gestione di problematiche relative ad esso. Non amo prendere parte alle discussioni dei forum dove ragazzini si fanno portavoce dei più alti beatmakers americani usando 4 termini nuovi che hanno imparato a scuola, curiosi individui che non avrò mai il piacere di incontrare nella vita vera, dovrebbero stare attenti a quanto scrivono in generale sentendosi al sicuro perché non hanno identità sul web e dico che se volessero davvero fare una presa di posizione dovrebbero quantomeno uscire allo scoperto, o uscire di casa…

Il myspace è stato curato dal trevigiano Fure Boccamara che, oltre ad essere un ottimo maestro di cerimonia è anche originale e capace sotto il profilo grafico. Ho comunque cercato di renderlo più appetibile con qualche foto che mi rappresentasse anziché pose ridicole (quelle può farle chi ha già dimostrato qualcosa), poi ho inserito delle interviste e messo un filtro sui commenti perché il cazzone di turno è sempre pronto ad incollare il flyer del suo progetto, con la speranza di farsi pubblicità a portata di click. Probabilmente rimuoverò gli spot facendo una donazione a Myspace, preferisco sia la gente a venirmi a visitare e non io a rompere il cazzo ogni settimana perché ho prodotto un beat nuovo e chiedo commenti. Scorreggiano e mi mandano l’annuncio…

Anche le amicizie sono tutte richieste dall’esterno, questo mi ha fatto piacere.

Per infinitebeats.it invece ti dico che ha compiuto quasi 2 anni, concepito da Paura è un website statico senza pretese, fresco e rappresentativo.

DL: Come e in quale periodo ti sei avvicinato all’hip hop?

R: A 17 anni, folgorato dai treni che mi scarrozzavano da Novate a Milano, mi soffermavo spesso anche a fotografarne le fiancate.

DL: Che consigli daresti a un giovane produttore emergente? In fondo ci sei passato pure tu, cosa fare per farsi notare etc..

R: Non partire con l’idea di farsi notare tramite l’Hip Hop! Se quello è l’obiettivo piuttosto vestitevi firmati dalla testa ai piedi o compratevi una macchina sportiva.

Alcuni cercano il palco, altri la costruzione di un beat, altri ancora il breaking per non passare inosservati e darsi un tono ma non durano moltissimo, ne ho visti parecchi.

Nel mio caso sono passato dal dipingere treni a improvvisare qualche rima, per poi stabilizzarmi definitivamente sul beatmaking, è una mezza vocazione, qualcosa che senti anche prima di farne parte, un sapere chi sei e in che direzione vuoi andare e tutto ciò non l’ho fatto per la figa.

Ciò che ripeto spesso è avere un criterio, porsi dei limiti dato che di regole nell’Hip Hop non ce ne sono ma regna l’anarchia totale e certa gente vista dall’esterno è poco credibile.

Si pensa sempre di poter vivere di Hip Hop ma, parellalamente, non ho mai visto un’azienda partire senza capitale sociale, non fare investimenti e non ponderare i rischi.

Meglio un disco in più e una felpa in meno, se si è ancora troppo giovani per lo stipendio forse è necessario cercarsi un lavoretto part-time per comprarsi l’attrezzatura base, una 50ina di dischi in vinile originale da pochi euro, utilizzare internet per ricercare interviste di producers famosi negli stati uniti, evitare le chiacchiere dei forum e ore di chat, confrontarsi con chi ha fatto qualcosa di concreto e ha la pazienza di tramandare qualche insegnamento, piuttosto che passare la propria giornata a pimparsi il ‘myspace’, scrivendo biografie prolisse a soli 15 anni e costruendo beat con 2 softwares e qualche mp3 anonimo.

Dl: Domanda tecnica, che cosa usi per produrre oltre all’immensa quantità di vinili che si vede dalle foto myspace?

R: Questa è la mia attrezzatura: Un Rane TTM 56, un Mackie Universal Controller, 2 riferimenti Alesis M1 Active MK2 (che presto sostituirò perché vetusti), i miei giradischi Technics 1210 MK2, un Mac e un PC, una scheda audio E-MU 1820M, Effettistica, cavi, puntine Shure e Stanton.

DL: Chiudiamo con la solita domanda: che progetti hai per il futuro? Quando avremo il piacere di ascoltare un nuovo disco?

R: Sto progettando il nuovo disco che questa volta sarà fatto in due, io e Freshbeat, ci saranno ospiti illustri molto graditi dal pubblico italiano, per adesso non riesco ad anticipare nulla e poi rispetto a queste cose non amo molto parlarne ma farle.

DL: Abbiamo finito, ti ringraziamo ancora per la disponibilità e ti facciamo un in bocca al lupo lasciandoti lo spazio per i saluti

R: Ringrazio te, Robert, per l’attenzione che mi hai dato, saluto Elisa (my sweet inspiration), le persone vicine in questo periodo: Stefano ‘Freshbeat’, Fure Boccamara, Alessandro FatFat, Daniel ‘Doc Anakin’, mio fratello Gianluca, gli amici e colgo l’occasione per tenere vivo il ricordo di Valerio R.I.P. delle Menti Instabili al quale avevo prodotto un beat.

Gano