One Mic - Sotto La Cintura

(La Suite, 2005)

Tre ragazzi di Torino maestri del freestyle, maestri delle punchlinez, si sono presentato un giorno con un demo da paura, cinque tracce di grande spessore per dei ventenni o poco meno, promettendo fuoco. Il 2005 è stato l’anno dell’esordio ufficiale, La Suite l’etichetta, One Mic il gruppo, “Sotto la cintura” il disco. Un colpo in canna che non ha fatto il botto che ci si aspettava a dire il vero, venti tracce per presentarci il trio, ricche di autocelebrazioni e punchlinez, e questa è la critica che gli è sempre stata rivolta, un po’ eccessiva forse, ma non del tutto falsa. “Sotto la cintura” ci fa conoscere tre mc di spessore assoluto, Raige, che si ripeterà qualche anno dopo con un disco assolutamente di tutt’altro livello a mio modestissimo parere e capace ora come ora di emozionare come pochi altri colleghi sanno fare, suo fratello Ensi, dalla potenza e le capacità liriche molto elevate e Rayden, dalle rime colte e raffinate e dalla grande tecnica. Questi erano i presupposti, da aggiungere ad un tappeto musicale affidato a produttori dalle ottime capacità come Rubo, Shokka o Zonta, presupposti per sperare in un album da sentire all’infinito. Ma il risultato non è stato proprio quello che ci si aspettava, skit esclusi (che riprendono stralci di gangsta-movie molto noti) alcune tracce abbassano il livello del disco, pezzi alle volte anonimi così come feat di artisti che non danno il meglio di sé, livello che ad ogni modo non è per niente basso, per via di altre canzoni di livello assolutamente non basso, come la titletrack, che a distanza di anni ancora si fa ascoltare con continuità, o di “Non Vedo, Non Sento, Non Parlo”, pezzo impegnato e molto ben costruito o “Black City”, manifesto della storia dell’hip hop torinese, decisamente ricca di personaggi come Next One o Maury B e dell’hip hop stesso, ma non solo. Inutile sarebbe citare strofe o rime, perché sarebbero troppe, ascoltarsi tutto ciò che i tre hanno da dire è di sicuro piacevolissimo, anche se alla lunga può risultare noioso, ma è decisamente esaltante se si apprezza un certo tipo di rap tipico della nuova scuola che avanza. I featuring sono affidati a Jake La Furia, Mista, Yoshi e Principe, affiliato anch’egli di La Suite che chiudono un album molto veloce e positivo, che presentano alla scena questi tre ragazzi che col tempo hanno rilasciato i loro primi dischi solisti, con risultati molto buoni, indice di una acquisita maturità personale e stilistica e che hanno davanti a sé un futuro decisamente roseo, sempre che Raige non decida realmente di smettere come si vocifera da un po’, cosa che personalmente vorrei scongiurare, perché perdendo lui si perderebbe un nome di grande livello. Concludo con un analisi breve finale riassumendo quanto detto, “Sotto la cintura” non vi lascerà delusi ai primi ascolti, tutt’altro, lo ascolterete diverse volte di seguito, vi farà sobbalzare, ridere e anche emozionare, ma c’è il rischio che rimanga lì, sullo scaffale, assieme ad altri dischi che potevano essere fatti un po’ meglio, solo un poco, ma un po’ meglio.

Voto 7/10

1. Intro
2. Sotto la cintura
3. Se la senti
4. Non vedo, non sento, non parlo
5. Curriculum tha goodfellas
6. 011 unusual jobs Feat. Principe
7. Tutto quello che mi resta
8. Legendary lyricalz punchlinerz
9. Longways Feat. Tormento
10. Oltre
11. Muoviti
12. Mi azzardo a vivere
13. Never give up Feat. Jake La Furia (Club Dogo)
14. Non di sangue
15. Nel cuore della terra
16. Skit Medicine woman
17. Mi confonde
18. Le scelte che fai Feat. MistaMan
19. Interlude

Gano