DJ Gruff - Uno
(Portafoglio Lainz, 2005)

“Uno” l’ultimo album di Gruff, in senso strettamente cronologico, ovvio, è uscito nel gennaio 2005 e già da subito si presentò come album dell’anno, sto esagerando? no. Se vi aspettavate un album con un Gruff bello e spensierato, vi sbagliate, già al primo ascolto si avverte un fondo melanconico che pervade tutte le tracce dell’album, melanconia che talvolta si mischia a ironia, come solo Gruff sa fare col suo arcinoto stile pungente. Ma vogliamo parlare dell’abilità ai piatti, alle macchine, come diavolo volete, di Gruff? Le basi risultano estremamente semplici, grezze, ma dal sound direi moderno, mi pare che Gruff abbia voluto divertirsi a “smanettare” e con un grande risultato. Dopo queste necessarie premesse, è opportuno illustrarvi un pò le tracce del disco, che dire, farete una incredibile fatica a spostarvi dalle prime tre traccie, superbe, per produzione ma soprattutto per interpretazione, a mio avviso in questo cd Gruff più che un Mc si fa interprete, il tono di voce asseconda perfettamente il testo. Così belle sono dunque Hip Hop Storia, Giovali, La similitudine del verso. Si prosegue con Carta, calamaio e penna, Mi c… il c…, ricco di immagini e scratch, così come ci si immerge nel “il bosco nel fuoco” dove la critica a Bush appare evidente. Si passa poi a Svarionatissimo, di cui riconoscerete il collegamento con Svarionato di “Tutto o niente” per giungere alle ultime tracce, tra cui spicca su tutte Mamma e Lifegosonio. Il disco è completamente immerso negli scratch, abbondanti, forse troppo, Gruff passa completamente alle macchine molto tempo, se vi stufate skippate, se come me vi incantate fatevi coraggio che il cd continua. Sicuramente vi è saltata all’occhio la mancanza di collaborazioni, che invece aveva distinto nettamente gli album precedenti, da ciò il titolo Uno, forse per evidenziare il suo stato di solitudine in Giappone, forse per provocazione, non è improbabile che Gruff pensi di essere il numero Uno della scena attuale, e come dargli torto? Oppure Uno perchè si ritorna agli origini. Non per stile non per scratch, non per sound, non per testi, semmai per la volontà di Gruff di tuffarsi nel passato, tuffo che può avvenire nel solenne momento di autocelebrazione, insultando sucker o che può avvenire riseguendo il cammino fin qui percorso “Hip Hop Storia” appunto. Prima di concludere la recensione vi consiglio di non ascoltare questo album se è il vostro primo cd hip hop, perchè non vi piacerà di sicuro, io stesso, vah che strano, ho fatto fatica ad ascoltarlo, un pò per lo stile di Gruff, che in questo lavoro non rappa, ma parla e intona. Insomma l’importanza della voce è fondamentale, l’ho già detto. Detto tutto ciò, le tracce che non vi ho menzionato ascoltatevele da soli, in attesa di qualche sorpresa. Difetti in questo disco? Forse troppi scratch, ma la vena narcisistica di Gruff è normale. Però forse un difetto si può trovare, è uscito a Gennaio, troppo tempo fa e sono già in ansia e trepida attesa per un suo nuovo lavoro.
Voto: 8/10
01. Dj Gruff hiphop storia
02. Gioviali
03. La similitudine del verso
04. Carta calamaio e penna (rmx)
05. Mi c..o il c…o
06. Il bosco nel fuoco
07. Svarionatissimo
08. Mamma
09. I.p.a.s. 2004
10. Lifegosonio
11. Puruchan no
12. Lucida follia (parte 2)
13. Outrozzo
Caio