Co’Sang - Chi More Pe ‘Mme

(Relief, 2005)

E’ il 2005 quando l’Italia, ancora scossa dai morti provocati dalle arcinote lotte tra famiglie mafiose viene a conoscenza dei Co’Sang, duo di Marianella (un quartiere di Napoli, la città protagonista di questi scontri) formato da Antonio Riccardi, in arte ‘Nto, nipote del musicista blues Enzo Avitabile e Luca Imprudente, O’Luchè. I due avevano cominciato anni prima con il collettivo Clan Vesuvio nell’ LP “Spacca Napoli”, e dopo la scissione del gruppo cominciarono a progettare “Chi more pe ‘mme”, album che li farà affermare definitivamente. “Chi more pe mme” è composto di 16 tracce, prodotte quasi tutte da O’Luchè e si presenta come un album diverso da quelli alla quale ci ha abituato la scena odierna, a partire dall’uso del dialetto napoletano, elemento già utilizzato da altri gruppi partenopei, ma che contribuisce ad aumentarne la particolarità. Ascoltando quest’album si ha la sensazione di entrare in un’altra realtà, perché è realizzato con suoni cupi che creano un atmosfera perfetta per le liriche dei due, nelle quali esprimono la loro rabbia verso quei posti e soprattutto verso il cosiddetto “sistema” che tende a rovinarli: “La Francia si atteggia ma là non esiste il sistema che paga gli stipendi e i peggiori non stanno insieme a chi fa le leggi”. Poche le collaborazioni, ma molto bella quella realizzata con i Fuossera in “Poesia Cruda”, pezzo del quale esiste un video scaricabile in rete passato anche su diversi programmi televisivi dedicati all’hip hop e che si presenta come una delle tracce più belle del disco insieme alla bellissima “Povere mmano”, dedicata ad un loro amico scomparso e “Pe chi nun crere”, pezzi che spiccano in un album bello nel suo complesso per le atmosfere capace di creare e che a detta di molti, e anche a parer mio, è sicuramente il miglior disco sfornato in Italia da 5 anni a questa parte, uno dei pochi sicuramente destinati ad essere ricordati fra molti anni come un “classico”. A completare la tracklist ci sono anche 2 skit di una radio napoletana, nella quale i parenti dei pregiudicati possono fargli delle dediche e un freestyle, “Niente a vedè cu‘ll’ati”. Negli ultimi mesi il loro lavoro ha attirato anche l’attenzione dei media, infatti i Co’Sang hanno ottenuto la copertina della rivista “Rumore” e gli sono stati dedicati diversi articoli che cercano di mostrare il disagio della periferia napoletana con le loro voci, le voci di chi in quelle strade c’è nato e cresciuto, e in un certo senso amplificando il loro successo (molto bello tralaltro quello di “Rolling Stones”, curato da Deemo, che ha anche espresso il suo consenso verso quest’album in una discussione in rete). Un disco insomma che ha presentato all’Italia una nuova realtà, destinata a crescere sempre di più, che ha portato il gruppo ad un sodalizio importante coi Club Dogo, sfociato in “You Know NA MI” , traccia contenuta in Roccia Music, nella quale si dimostrano a tratti addirittura superiori agli mc milanesi, contribuendo alla potenza del pezzo ma che soprattutto si è dimostrato una bellissima sorpresa, facendosi apprezzare anche da chi il rap in dialetto non lo ama o non lo capisce

Voto 9/10

01. Intro
02. Chello ca veco
03. Int ‘o rion’
04. Buonanotte pt.1
05. Fuje tanno
06. Undaground faja feat 2Bad
07. Nient ‘a vedè cu ll’ati
08. Pe’ chi nun crere
09. Chi more pè mme
10. ‘O spuorco feat Lucariello
11. Pomeriggio pigro
12. Try me feat Elementree
13. Buonanotte pt.2
14. Povere mmano
15. Raggia e tarantelle
16. Poesia cruda feat Fuossera

Gano