Dargen D’Amico - Musica Senza Musicisti

(Giada Mesi Rec, 2006)

Mi sento leggermente in difficoltà nel parlare di questo disco, con tutta franchezza, non so bene perché. Saranno le opinioni discordanti che gli sono state date da chi l’ha ascoltato, il contrasto tra le ottime opinioni di alcuni e le pessime di altri che mi hanno fatto giungere a questa conclusione: Musica Senza Musicisti è un disco da amare o da odiare. Esso è prodotto del lavoro di Jacopo D’Amico, in arte Dargen, ex membro delle Sacre Scuole, i cui restanti membri formano ad oggi, con Don Joe i Club Dogo, rapper che per lungo tempo si è fatto aspettare dai fan, con un silenzio artistico di diverso tempo, nel quale ha pubblicato soltanto un paio di pezzi, di cui uno, Mississipi Blues, ripreso nel disco appena rilasciato con una versione remixata. 24 tracce di sperimentazione pura, nelle quali affronta campi molto poco utilizzati dagli altri mc nostrani, dallo storytelling alle riletture di alcuni pezzi vecchi. A colpire inizialmente tutti è stata la grafica, dal colore fucsia, dettaglio a parer mio totalmente ininfluente, ma che ha suscitato alcune polemiche inutili tra diversi ascoltatori. Molte sono le tracce strumentali, prodotte in molti dei casi da lui stesso, chiaro segno che il nostro in questi anni si è concentrato su di esse, ottenendo anche degli ottimi risultati, sebbene siano sempre (ma questo è un tratto comune dell’album, come già detto), diverse dalle solite produzioni hip hop che siamo abituati a sentire. A detta dello stesso Dargen, il suo non è un prodotto innovativo, forse è modestia, ma io resto del parere contrario, perché difficilmente mi è capitato di ascoltare dischi di questo livello, per moltissimi aspetti. La presenza di canzoni che a lettura del testo potrebbero sembrare inappropriate, ma che ascoltate si trasformano quasi in un inno a quella musica che seppur alle volte contaminata rimane il genere portante del disco, ad esempio. Il riferimento alla seconda traccia è esplicito, infatti in questa, dal titolo “Signora Del Lago”, troviamo una descrizione dell’hip hop, del suo ascoltatore, con la presenza di un ritornello assolutamente atipico: “Signora Del Lago, dice mia nonna se può metterci via del pane”. L’amore verso la musica è trasmesso anche attraverso un altro pezzo, il già citato remix di “Mississipi Blues”, dove emerge la passione verso un certo tipo di musica che in un certo senso sta alla base dell’hip hop ed è ancora fortemente radicato ad esso. Essa è ovviamente tutta quella musica di 30 anni fa che Dargen dice di possedere in grandissima quantità di vinili, e che tuttora ama ascoltare in determinati momenti, per ricreare quelle atmosfere che solo lei sa creare. Altri pezzi da citare potrebbero essere “Ricollocamento di un operaio”, che narra le vicende di un padre di famiglia che cerca, invano, di resistere alle offerte di lavoro di un criminale, o “La prima risposta”, dove emerge il ritratto di Dargen come artista e uomo, il tutto in un atmosfera fantastica grazie alla base da lui stesso prodotta. I featuring si ripetono più o meno all’interno del disco, i nomi infatti sono sempre gli stessi, da 2Fingerz a Frankie Gaudesi e da Emiliano Pepe a Steno Fonda, che collaborano tutti alle produzioni, con l’eccezione del primo citato, che ne firma 2 ma realizza anche una strofa in uno dei pezzi più belli del disco, “Non la 1 ma la 2”. In altre tracce di “Musica Senza Musicisti”, emergono le insicurezze dell’autore, che parla addirittura dei suoi problemi nel trovare un’acconciatura e un look che gli piaccia, dedicandogli quasi una canzone o il racconto di un progetto che finisce con lo sfociare nella difficoltà di un giovane nell’attuare i suoi progetti e ciò che aveva in testa. Per concludere l’analisi dei singoli pezzi, da annotare troviamo la rilettura di “Tempo Critico”, famoso pezzo delle Sacre Scuole che conteneva il famoso campione di “Africa” dei Toto, dal quale Dargen decide di estrapolare una strofa, quasi poetica a mio parere, riadandola su una base di gran lunga più soft e la terza versione di “Salvation Army”, la cui prima era contenuta come il pezzo appena citato nel disco del suo ex gruppo. Attorno alla conclusione del disco troviamo il concetto di analità universale, che sembra essere molto caro all’autore, che lo racconta assieme a un aneddoto di adolescenza mostrandolo quasi come uno stile di vita, un modo migliore per vivere, in maniera più libera e senza la paura del giudizio degli altri, che comporta alle volte un eccessiva cura di sé stessi o il sottostare ad alcune regole che ci sono imposte da altre persone. Esso è descritto con l’espressione prendere confidenza con il proprio ano, che è quasi un tabù, un argomento del quale difficilmente si parla, e che forse il rapper ci invita a sfatare, per i motivi già citati. Per concludere, credo di aver trasmesso il mio entusiasmo verso questo disco, in caso non ci fossi riuscito, vi consiglio di dargli un ascolto, e capirete subito se siete idonei al suo ascolto, perché a parer mio è abbastanza difficile da digerire ad alcuni, ma una volta apprezzato garantisce grandissime soddisfazioni e un ascolto duraturo, ma ripeto che non a tutti è piaciuto. Le uniche pecche che posso trovare a quest’album sono l’eccessiva lunghezza, ma è pur vero che esso scorre piacevolmente e con tranquillità e forse l’eccessiva presenza delle strumentali, ma sono sicuro che esse, così come tutto il resto siano un‘esigenza dell’artista e un modo per comunicare le proprie emozioni.

Voto 8,5/10

1 Pater Noster Introduttivo
2 Signora Del Lago O Musica Senza Musicisti
3 Home Made Cavei
4 Ricollocamento Di Un Operaio
5 Corallo E Vespe
6 Zafferano Vulcano Siciliano
7 No La 1 Ma La 2 (feat. 2Fingerz)
08 Lo Amore Per Tutti
09 Salv Army III
10 Sqdr G7 / Prima Fila Mississipi Remix
11 Bobby’s Back To Houston
12 Salendo Sempre Piu’ (Dentro Te)
13 Variazioni Sul Tema Via Lessona
14 Domenica Messina
15 La Prima Risposta (feat. Steno Fonda)
16 La Fedina Penale
17 Quando La Linea Della Vita Risulta Occupata (feat. Emiliano Pepe)
18 Lunedì Mestieri (feat. Emiliano Pepe)
19 Zucchero Luminoso
20 Tempo Critico Rilettura 2006
21 Ciccio (Fammi Una Canna)
22 Commo Una Troia
23 The Sleepy Molotov (Analita’ Universale)

Gano