Ape - Venticinque

(Vibrarecords, 2004)

Da tempo ormai c’è una faida tra supporters di “rap ignorante” e “conscious rap”. Etichette messe addosso a sottogeneri che forse nemmeno esistono ma che vedono in Ape l’artista principe del secondo genere. Ape ha 25 anni quando rilascia il suo primo disco ufficiale, chiamato appunto “Venticinque”, e sorprende tutti con la sua sincerità, le sue incertezze sulla vita e i suoi racconti. Tredici tracce, poche, coi feat della sua crew, la Rinascenza, e prodotte da personaggi allora non molto noti come Mace, L-Duke, Rubo, o Dok, oltre che a quella eccellente di Bassi Maestro in “Cose che Succedono”, pezzo dall’introspezione fortissima e con gli scratch su “What’s The Difference” di Dr Dre. Solo uno dei pezzi che meritano di questo disco, che all’uscita destò in me solo indifferenza e qualche pregiudizio dovuto all’età, ma verso il quale mi sono subito ricreduto, così come è stato per buona parte della scena e degli ascoltatori dell’hip hop in Italia. “Venticinque” ci mostra le debolezze e le virtù di un artista, nella sua vita annoiata di provincia, nel suo caso brianzola, in cui c’è poco da fare e si vive spesso la solita routine. Ape riesce ad arrivare al cuore dell’ascoltatore con parole semplici, senza stancare, per un album che si fa ascoltare con grande piacere dall’Intro all’ultima traccia, passando per gemme come “Belpaese”, ritratto perfetto dell’Italia e delle sue debolezze, “Gli occhi di Chi Ha Cresciuto”, dedicata ai suoi genitori accompagnato dalla voce di Tuno, grande amico, la titletrack o “Uassap”, storia di una serata (inventata?) in un locale del rapper e di una sua conquista, ben fatta, oltre che molte altre tracce. Questa è la particolarità di “Venticinque”, un disco che non vive di alti bassi, ma che parte a livelli alti e finisce a livelli altrettanto alti, senza nemmeno sfiorare mediocrità, e che si piazzerà nel vostro lettore per abbandonarlo dopo diverso tempo, e nel quale vi rispecchierete e ritroverete, nelle parole sincere e coinvolgenti di Ape, che ha cercato con gli anni di ripetersi con altri due dischi, senza mai riuscire però a rinnovarsi e alla lunga annoiando e senza raggiungere il successo del suo disco d’esordio, che rimane comunque un disco fondamentale per un periodo in cui la scena ha visto lo sbocciare di diversi talenti in erba, soprattutto a Milano, alcuni esplosi, altri un po’ meno, Ape si colloca tra quelli di cui si parlerà ancora, tra quelli che senza esaltare e senza strafare ci regalano piccoli capolavori da ascoltare e apprezzare, così come è stato per “Venticinque”, che attende forse una conferma, ma che sono sicuro arriverà, perché il nostro rapper col nasone ha qualità da vendere, e lo ha già dimostrato diverse volte.

Voto: 8/10

1. Trailer
2. Primi Passi
3. L’anteprima
4. Bel Paese
5. Alle Spalle
6. Gli Occhi Di Chi Mi Ha Cresciuto
7. I Miei Programmi
8. Venticinque
9. Ecrire
10. Databile 03
11. Cose Che Succedono
12. Titoli Di Coda

Gano