Big L
Nato e cresciuto ad Harlem, tra la 139esima strada e la Lenox Avenue, in quella che lui stesso definiva la “Danger Zone”, Lamont Coleman sì è distinto per il suo rap carico di messaggi ed insegnamenti, dal quale traspare la vita vissuta nei bassifondi con le sue difficoltà e avventure. Adottata la tag Big L, esordisce nel 1992 sul remix di “Yes You May”, pezzo di un ancora giovane Lord Finesse al suo secondo album. Prima di allora il nome di Big L era noto per le incredibili capacità di freestyler, confermate anche da una leggenda vivente quale Kool G Rap. E’ proprio Finesse ad integrarlo nella Diggin’ in the Crates, crew di Uptown nella quale militano altri trackmaster come O.C., Showbiz & A.G. e Fat Joe (futuro membro e leader della Terror Squad).

L’anno dopo L firma un contratto per la Columbia Records. Dopo un esordio non particolarmente felice con il 12” “Devil’s Son”, mai suonato dalle radio a causa del testo giudicaro particolarmente violento, Big L pubblica il suo disco d’esordio nel 1995, “Lifestylez ov da Poor & Dangerous”. Considerato un classico dell’underground e apprezzato dalla critica, “L.o.d.P.&.D.” fa anche da trampolino di lancio per nomi che diventeranno simboli del mainstream, tra questi citiamo solo un allora giovanissimo Jay-Z e Cam’Ron (futuro….Dipset). Il disco non ha particolare successo commerciale e la Columbia decide di buttarlo fuori. Nel frattempo L forma i Children of the Corn, gruppo nel quale militano anche Ma$e, Cam’Ron e Bloodshed, parente di Cam’Ron che verrà purtroppo a mancare in un incidente d’auto.

La sera del 15 Febbraio 1999, Big L viene freddato vicino il suo domicilio ad Harlem. Sembra che il motivo dell’omicidio di Big L riguardasse alcuni debiti del fratello maggiore, Leroy Phinazee, al tempo in carcere. Poco tempo dopo, anche Leroy verrà ucciso da un’altra scarica di pallottole, nello stesso luogo dove perse la vita il fratellino. In onore di Big L verranno pubblicati due dischi postumi: “The Big Picture”, suo secondo disco effettivo, al quale lavorava da tempo, e “The Archives 1996 - 2000″, album stampato in sole 500 copie con materiale inedito e remix.
La triste vicenda di Big L è forse la più tragica della storia del rap se pensiamo a quanto ancora potesse dare Lamont Coleman grazie alle sue capacità liriche e al suo invidiabile flow. Un nome che nonostante tutto non se ne andrà mai grazie ad un disco che tutti gli amanti del rap d’autore dovrebbero aver almeno sentito per intero una volta nella vita.
R.I.P. Big L 30 Maggio 1974 - 15 Febbraio 1999
Discografia
Lifestylez ov da Poor & Dangerous (Columbia, 1995)
01. Put It On
02. MVP
03. No Endz, No Skinz
04. 8 Iz Enuff
05. All Black
06. Danger Zone
07. Street Struck
08. Da Graveyard
09. Lifestylez ov da Poor & Dangerous
10. I Don’t Understand It
11. Fed Up wit the Bullshit
12. Let ‘Em Have It ‘L’
The Big Picture (Rawkus, 2000)
01. The Big Picture (Intro)
02. Ebonics
03. Size ‘Em Up
04. Deadly Combination
05. ‘98 Freestyle
06. Holdin’ It Down
07. The Heist
08. The Enemy
09. Fall Back
10. Flamboyant
11. Casualties Of A Dice Game
12. Platinum Plus
13. Who You Slidin’ Wit
14. Games
15. The Heist Revisited
16. The Triboro
The Archives 1996-2000 (Flamboyant Ent, 2006)
01. Games Females Play
02. Now or Never
03. Hit It
04. Platinum Plus (original Riverside mix)
05. We Got This (alternative lyrics)
06. Furious Anger
07. Deadly Combination
08. On the Mic (Roc Raida Turntablist mix)
09. Still Here (Hi-Tek mix)
10. Ebonics Remix
11. Who You Slidin’ With (Buckwild mix)
12. Accapella 1 [Platinum Plus]
13. Accapella 2 [Fall Back]
Joe Slaves